Tre ore di consiglio di ministri e una serie di provvedimenti inanellati per dare risposte ai bisogni di "persone in carne ed ossa". "L’unica cosa che mi interessa", aveva detto ieri Enrico Letta, lasciando che il resto fosse brusio di sottofondo. Dunque anche oggi il premier risponde con una estrema concentrazione sulla azione di governo ad attacchi e provocazioni, con la mente fissa su lavoratori, pendolari, alluvionati, italiani alle prese con la crisi. Ecco percio’ l’avvio di quelle privatizzazioni (oggi Poste ed Enav) che erano nel programma sul quale Letta ha avuto la fiducia l’11 dicembre scorso; ecco le norme per il rientro dei capitali all’estero ("senza scudi e anonimato", cioe’ senza sconti) da utilizzare per la riduzione delle tasse sul lavoro. E poi "ossigeno alle imprese" con il taglio di un miliardo e lo slittamento del pagamento dei contributi Inail. "Servira’ per investire e spingere la crescita", mostra ottimismo il premier. E ancora misure per gli alluvionati del modenese, sconti e abbonamenti per i pendolari e gli autotrasportatori che viaggiano sulle autostrade.
Persone. Nella testa di Letta ci sono persone. E anche la privatizzazione di Poste "con l’idea di destinare ai dipendenti della societa’ una parte di queste azioni". Sereno e concentrato sull’azione di governo. Cosi’ a Palazzo Chigi vedono il premier. Ma possibile che Letta ignori la battaglia che si sta combattendo sulla legge elettorale? Tutt’altro.
Nei limiti del suo raggio d’azione – filtra da Palazzo Chigi – il premier si adoperera’ perche’ ci sia una buona intesa. Letta lo sa che a questo e’ legato a doppia mandata il destino della legislatura e del governo. Ma intanto resta concentrato su quello che considera il suo core business: fare provvedimenti, facendo mostra di disinteressarsi del tutto a dibattiti e polemiche di altro tipo. In consiglio dei ministri oggi Letta non accenna neppure alla sua idea di mettere mano al conflitto di interessi. Quello e’ un ragionamento di prospettiva sull’azione di governo del 2014, da inquadrarsi anche nell’idea del governo di favorire la legalita’ negli ambiti piu’ diversi. Per questo Letta, che oggi ha incassato la fiducia "numero 15", ieri ha presentato con grande enfasi le linee dell’azione antimafia ed anticriminalita’ del governo. Matteo Renzi continua a dire a Letta "basta chiacchiere", Enrico Letta continua a rispondere esibendo provvedimenti. "Rientreranno soldi che saranno utilizzati per la riduzione delle tasse sul lavoro – spiega per esempio orgoglioso presentando le norme sul rientro di capitali -. Abbiamo fatto una scommessa che per me sara’ vincente. Abbiamo rifiutato di seguire la strada dell’anonimato e la gente ha capito ormai che se non percorre questa strada i soldi che ha portato nei paradisi fiscali non potra’ riportarseli indietro".





























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