Letta alla Camera: governo non cade, basta ricatti

Enrico Letta, dopo avere ottenuto la fiducia al Senato, interviene nell’Aula della Camera dei Deputati. La novità nel discorso del premier riguarda proprio il voto ottenuto a Palazzo Madama: “Quello di oggi e’ un giorno storico per la nostra democrazia. Da stamane abbiamo condizioni di chiarezza in piu’, abbiamo la possibilita’ di fare un lavoro che ci consenta di guardare lontano". “Le tre esigenze che avevamo ad aprile sono ancora tutte qui, anche se ce ne ricordiamo tutti ogni giorno”, ha detto il capo del governo, ricordando che le tre esigenze erano e rimangono la riforma della legge elettorale, la legge di Stabilita’ e il rapporto con l’Europa, spiegando di volere ripartire dal discorso ”cristallino” di cinque mesi fa del Capo dello Stato, con la necessità di ”un governo con una maggioranza larga”. 

La fiducia ottenuta oggi al Senato "sia chiaro che è un risultato che ci sarebbe stato comunque, per essere chiari in fondo". E dunque anche senza il sostegno ‘last minute’ di Silvio Berlusconi, ha sottolineato Letta. Dunque "è importante che siamo qui, più forte e coesi, a patto che sia chiaro che il risultato sia un voto come lo intendo io, rispetto al quale intendo lavorare mantenendo fermo il punto della separazione tra governo e giustizia".

Letta ha ricordato che "altre volte in cui ho detto che non avrei governato a tutti costi, c’era chi pensava che non lo dicevo sul serio. Ma io lo penso veramente". Dunque "dalla settimana scorsa, quando era chiaro che non si poteva andare avanti così, non c’era altra possibilità che chiedere un chiarimento senza se e senza ma. Abbiamo passato una settimana di su e giù tra fiducia e sfiducia, possibilità che si andasse al voto, alcuni hanno espresso esplicitamente, dentro e fuori la maggioranza, la preferenza per il voto anticipato, a fine novembre. Penso che sarebbe un errore".

“L’Italia ha bisogno che non ci siano più ricatti, tipo ‘o si fa questo o cade il governo’, anche perche’ si e’ dimostrato che il governo non cade”. Il governo "ha bisogno che non ci siano risse, ha bisogno che ci sia da parte di ognuno di noi la consapevolezza che dobbiamo dare risposte agli italiani".

Mentre Pd e Scelta civica gli tributavano un lungo applauso al termine del suo intervento alla Camera, Enrico Letta ha alzato le dita a formare la ‘V’ di vittoria. Poi si e’ girato verso i ministri Angelino Alfano e Dario Franceschini e a entrambi ha battuto un cinque, gesto che ha colpito molti deputati. Infine, ha rivolto un inchino a tutto l’emiciclo.