Lega, Salvini: politiche Renzi devastanti, Forza Italia stampella del governo

Matteo Salvini, federal secretary of the Italian far-right party Lega Nord, gives a press conference on December 10, 2014 in Rome. AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS

Matteo Salvini, intervistato dal Corriere della Sera, sgombra il campo in merito al suo vociferato incontro con Silvio Berlusconi: “Se avessi visto Berlusconi? Gli avrei chiesto un centrocampista e due difensori. Ho portato mio figlio a vedere il Milan con il Sassuolo e con l’Atalanta, e abbiamo perso. Qui però non ci perdiamo due partite: ci stiamo perdendo una generazione”.

Per il leader leghista “conta la credibilità, e io non sono disposto a giocarmi quella della Lega. Se Berlusconi intende proporci un’altra volta gli Alfano e i Cicchitto, noi non giochiamo quella partita. E non sono disposto a giocare la nostra credibilità su temi di cui molti milioni di italiani si strasbattono, tipo la legge elettorale".

"Continuano a dirmi che la Lega rischia di perdersi i voti moderati. Nel 2014 hanno chiuso 12 mila negozi, e si sono persi 450 mila posti di lavoro nell’artigianato e nelle partite Iva. La risposta di Renzi è stata lo sconto Irap per professionisti e artigiani senza dipendenti; tre euro al mese. Tre euro. Sono io che preoccupo i moderati? Semmai, si può fare un rimprovero, moderato beninteso, alle associazioni di categoria. Che sono troppo silenziose. Hanno paura di disturbare Renzi. Come tanti, anche nel suo partito, hanno paura che lui li ghigliottini. E’ come il Terrore nella Rivoluzione francese. Ma se tutti alzassero la voce, saremmo tutti meno soli".

Secondo Salvini "il punto è non fare basse operazioni di potere. Non si tratta solo del fatto che i voti della Lega non siano sommabili a quelli di Alfano. Il fatto è che Forza Italia continua ad essere un aiuto per il governo" e "noi continuiamo a ritenere che le politiche di Renzi siano devastanti per l’Italia".

Il leader leghista, riferendosi all’ammissibilità del referendum leghista sulla riforma Fornero, afferma: "Oggi è una giornata critica per la democrazia", "il referendum è uno degli ultimi spazi di democrazia lasciati da Renzi, speriamo davvero che non ci siano brutte sorprese". E sottolinea che "di certo, la risposta della Corte costituzionale sarà decisiva per l’azione della Lega nei prossimi mesi. Ma, quello, alla fine è il meno. Il problema è che nella democrazia secondo Matteo Renzi i cittadini non scelgono i propri parlamentari. E con la sua riforma della Costituzione i sindaci e le Regioni si ridurranno ad essere esattori per conto terzi. Se neanche sono più possibili i referendum, che cosa potremo rispondere a chi ci dice che occorrono le maniere forti?", "il problema esiste. Io so che il 28 febbraio abbiamo dato appuntamento in piazza a Roma a mezza Italia. Io spero si possa arrivarci un po’ più tranquilli e non con la gente ancora più inferocita".