Lavoratori italiani presso Ufficio Europeo Brevetti, l’interrogazione di Di Biagio (Ap)

Sen. Aldo Di Biagio, Ce

Qui di seguito pubblichiamo il testo dell’interrogazione a risposta scritta a firma del Senatore Aldo Di Biagio, Area Popolare, relativa alle problematiche lavorative dei funzionari italiani presso l’Ufficio Europeo Brevetti.

L’INTERROGAZIONE

Ai Ministri del lavoro, dello sviluppo economico e degli affari esteri,

per sapere, premesso che:

l’Ufficio Europeo Brevetti (UEB) un’organizzazione intergovernativa instaurata il 7 ottobre 1977 sulla base dell’Convenzione di Monaco sul brevetto europeo firmata a Monaco di Baviera nel 1973 e sottoscritta anche dal Governo Italiano, presso l’Ufficio Europeo Brevetti  lavorano stabilmente circa 500 funzionari italiani, con diversi inquadramenti professionali, risulta all’interrogante che negli ultimi anni si sono registrati dei comportamenti da parte della dirigenza dell’Ufficio Europeo Brevetti che sembrerebbero configurarsi come lesivi dei diritti dei lavoratori; in particolare, stando a quanto risulta all’interrogante, nel corso degli ultimi cinque anni gli obiettivi da raggiungere, in termine di livelli di produzione,  richiesti al personale dipendente sono stati progressivamente incrementati del 30%:  con particolare riferimento all’anno 2015 l’obiettivo si attesta intorno ad un incremento del 50%, in base alla griglia salariale del grado rivestito dal lavoratore; secondo i dati a disposizione dell’interrogante, finché non è stato raggiunta la produzione richiesta al personale sembrerebbero essere applicate misure di controllo lesive dei diritti dei lavoratori, quali, a titolo di esempio, l’obbligo di segnalazione della propria presenza sul luogo di lavoro, in entrata ed uscita, tramite mail al Direttore e all’Ufficio del Personale, nonché l’impossibilità di registrare le ore di straordinario o chiederne il recupero, escludendo di fatto anche il legittimo diritto a chiedere giornate di ferie non retribuite per accudire i figli minori o special leave, nell’ambito  del rinnovato piano di obiettivi di cui in premessa, risulta all’interrogante che in caso di mancato raggiungimento del target di produzione richiesto, il funzionario direttamente coinvolto viene appositamente convocato dall’Ufficio Personale a cui viene intimato il raggiungimento dello stesso entro una data limite, qualora, anche in questo secondo caso non dovesse essere rispettata la data limite, è previsto il deferimento al Consiglio di disciplina, con proposta di degradazione e, eventualmente, di pensionamento anticipato per scarso rendimento, a quanto risulta all’interrogante si sarebbero già verificati alcuni casi in cui,  pur non sussistendo gli estremi della retrocessione di grado, da parte del Consiglio di disciplina, sta sarebbe avvenuta ugualmente d’impulso del Presidente dell’Ufficio, pertanto in deroga al regolamento vigente e legittimando un comportamento discrezionale dal profilo di dubbia legittimità; nell’ambito lavorativo dell’Ufficio Europeo Brevetti si sarebbe venuto a creare un clima di sospetto e di timore, anche a causa della costituzione nelle strutture interne di due Unità di investigazione, rispettivamente presso l’Ufficio del Presidente e del Personale, coordinato da un Ufficiale superiore proveniente, stando ai dati a disposizione, dalle strutture dell’Intelligence francese.

In questo contesto si innesterebbero anche le presunte  minacce e intimidazioni rivolte ai rappresentanti sindacali dei dipendenti, come nel caso specifico della Presidente del Sindacato, retrocessa dal ruolo A4 ad A3, in ragione della posizione assunta a tutela dei lavoratori; infine lo scorso 29 aprile in occasione della visita del Capo della Delegazione italiana Prof. Masi, ai partecipanti l’incontro è stata contestata la presenza perchè non era stato preventimente chiesto il permesso di partecipazione ai rispettivi Direttori con la precisa indicazione degli argomenti che sarebbero stati trattati durante l’incontro medesimo-: se il Ministro interrogato sia a conoscenza di questa grave situazione cui si trovano sottoposti i  funzionari italiani presso L’Ufficio Europeo Brevetti; se tali fatti corrispondano al vero quali provvedimenti intenda intraprendere al fine di tutelare i diritti dei lavoratori italiani presso Ufficio Europeo Brevetti; se in ragione della sussistenza, nell’ambito delle dinamiche afferenti il rapporto tra la Dirigenza ed i lavoratori dell’Ufficio Europeo Brevetti, di una palese contravvenzione delle più elementari norme vigenti a livello europeo afferenti la disciplina del rispetto del lavoratore sul luogo del lavoro non si ritenga opportuno predisporre, nei limiti della propria competenza, un’ispezione al fine della verifica degli elementi descritti in premessa.