LA DECISIONE DELLA GIUNTA DEL SENATO | No al processo a Salvini sul caso Diciotti

I voti a favore della proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri di dire no all'autorizzazione sono stati 16, 6 i contrari. Ora la parola spetta all'aula del Senato che dovrebbe pronunciarsi intorno al 20 marzo

Matteo Salvini non va processato per il caso Diciotti. Lo ha deciso la Giunta per le Immunita’ del Senato, che ha detto no alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno con l’accusa di “sequestro di persona aggravato” per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti.

I voti a favore della proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri di dire no all’autorizzazione sono stati 16, 6 i contrari (4 Pd, 1 Leu e un altro di De Falco del gruppo Misto). Il presidente Maurizio Gasparri non ha votato.

Ora la parola spetta all’aula del Senato che dovrebbe pronunciarsi intorno al 20 marzo.

“La Giunta ha approvato la mia proposta di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, con 16 voti a favore”. Lo ha detto il presidente della Giunta per le immunita’ del Senato, Maurizio Gasparri, al termine della votazione. “La Giunta chiedera’ all’Aula del Senato di non autorizzare il processo a Salvini – ha aggiunto -. Ho avuto il mandato, come relatore, di depositare la relazione, e l’Aula del Senato entro 30 giorni dovra’ votare. Io ho applicato una legge, mi dichiaro estraneo alle polemiche tra Pd e M5S”.

Non appena il presidente della Giunta Gasparri e i commissari sono usciti dall’Aula di Sant’Ivo alla Sapienza, dopo aver detto no all’autorizzazione a procedere per Salvini sul caso della nave Diciotti, i senatori del Pd che protestavano nel cortile hanno cominciato a gridare “Vergogna e onesta’. Giarrusso vergogna” all’indirizzo del parlamentare pentastellato. A quel punto il senatore M5S si e’ rivolto a loro facendo il gesto delle manette e ai cronisti che gli chiedevano di replicare alla protesta ha risposto: “Sono quelli che hanno i parenti arrestati”.