Dopo il caso di Nicola Di Girolamo, l’ex senatore PdL finito in gabbia perché accusato, fra le altre cose, di essere arrivato a Palazzo Madama con i voti della criminalità organizzata, tutti i rappresentanti di istituzioni e partiti politici in coro dichiaravano: la legge all’estero va cambiata, il meccanismo elettorale fa acqua da tutte le parti. Eppure, nel 2013 gli italiani nel mondo voteranno con lo stesso meccanismo che ha causato forti irregolarità e pesanti brogli durante le precedenti elezioni.
Gli eletti all’estero ci hanno provato a cambiare la legge: niente di fatto. “Eppure – si legge sul Fatto Quotidiano – per adeguare Imu e Tares, cioè per far pagare le tasse agli emigrati italiani, la velocità burocratica è stata fenomenale, così come quella necessaria a tagliare tutti i fondi che garantivano la lingua e cultura italiana ai figli dei connazionali. Ma si sa, ‘volere è potere’ e gli eletti all’estero in questi anni hanno dimostrato di essere scarsi sui due verbi”. Infatti.
A dire il vero le responsabilità non sono soltanto degli eletti all’estero – sempre così divisi fra loro, anche su questioni importantissime -, ma anche dei partiti a cui appartengono, ovvero – per la grande maggioranza – PdL e Pd. I partiti italiani si sono disinteressati completamente all’argomento: tante parole, interrogazioni, disegni di legge, per niente. Lo stesso è successo con altre questioni nazionali, come la riduzione del numero dei Parlamentari o la riduzione degli stipendi di deputati e senatori. Tutte prese per i fondelli.
E così, a poche settimane dal voto, fra mille incertezze, una cosa è sicura: anche quest’anno il voto all’estero non mancherà di suscitare inchieste, polemiche ed accuse di brogli. Prepariamoci fin d’ora.
Morale? Ricky Filosa, Coordinatore del MAIE in Centro America, la vede così: “Fin quando gli italiani nel mondo daranno il proprio voto ai partiti tradizionali, a quei grandi partiti che hanno il grosso del loro bacino elettorale in Italia, le cose non cambieranno per le nostre comunità residenti oltre confine. I connazionali – conclude l’esponente del Movimento associativo italiani all’estero – devono capire che solo dando il proprio consenso a quelle forze politiche nate per rappresentare i loro interessi a prescindere dalle vecchie logiche partitocratiche, le cose potranno davvero migliorare. Finalmente”.
































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