Roma – I tempi sono maturi per una donna al Quirinale, ma non gli dispiacerebbe poter candidare Mario Monti. È il senatore di Scelta Civica Aldo Di Biagio che, a colloquio con ItaliaChiamaItalia, rivendica il ruolo della sua lista nel proteggere il voto estero grazie alla presenza del collega Mario Mauro tra i saggi nominato da Napolitano.
Onorevole Di Biagio, a proposito della proposta di abolire la circoscrizione estero presentata dai saggi individuati dal Quirinale ha dichiarato che “si tratta di un progetto impraticabile sotto il profilo della legittimità oltre che della funzionalità”. Che cosa intende quando parla di “impraticabilità”?
“Considero questa proposta senza dubbio anticostituzionale e lesiva del diritto di voto degli italiani che vivono oltreconfine, per questo motivo si tratta di un progetto impraticabile”.
Ci si dimentica troppo spesso, però, del riconoscimento che la Costituzione attribuisce al voto estero. Per quale motivo anche i cosiddetti ‘saggi’ hanno ritenuto più semplice proporne l’abolizione?
“Probabilmente la scarsa conoscenza della materia ha avuto come conseguenza una riflessione molto banale e superficiale sull’argomento. Un’impreparazione che, però, non ha riguardato Mario Mauro, capogruppo di Scelta Civica in Senato, tra i dieci saggi indicato dal presidente Napolitano, che si è opposto con forza all’ipotesi di abolire le circoscrizioni estere”.
Il vostro collega al Senato sembra essere, al momento, l’unico alleato. La sua è una posizione di carattere personale oppure è frutto di una collaborazione interna al partito tra eletti all’estero ed eletti in Italia?
“La consapevolezza che il collega Mario Mauro ha dell’importanza del voto estero deriva da un profondo lavoro di confronto tra lui e noi eletti all’estero. In particolare, sia io che il senatore Claudio Zin (parlamentare eletto con il MAIE in Sud America, ndr) abbiamo affrontato il tema con Mario Mauro prima della riunione tra i saggi, evidenziandogli la complessità della struttura del voto estero e raggiungendo con lui un’opinione condivisa su quali potessero essere le prospettive e gli indirizzi da indicare durante il confronto con gli altri nomi indicati dal Quirinale”.
Parallelamente al dissenso verso l’eliminazione del voto estero, Mauro ha proposto di “rivedere i criteri per le elezioni”. Si tratta di nuove proposte o il senatore ha semplicemente fatto riferimento alle riforme che voi eletti proponete già da tempo?
“Il senatore Mauro ha riproposto ciò che noi chiediamo da anni ed in questo aspetto risiede la conferma della grande unione di intenti che, attualmente, caratterizza la nostra lista. Siamo una realtà in grado di confrontarsi apertamente e questo ci ha permesso di evidenziare con successo l’importanza e l’articolato del voto all’estero ai colleghi di gruppo”.
In questo momento Scelta Civica sembra essere interessato ad alzare la voce per difendere il voto estero. Merito del successo che il nome di Mario Monti ha registrato in Europa, la sua circoscrizione?
“È assolutamente evidente che Scelta Civica sta sostenendo il voto estero molto più di altri. Non si tratta, però, di una posizione legata a successi personali, ma della piena condivisione di princìpi e della reale unione di intenti che si respira sia all’interno del nostro gruppo al Senato, sia nella lista”.
A proposito di gruppi e liste, in questi giorni si parla molto di Fucsia Nissoli eletta alla Camera in Nord America con la lista Monti, ma come componente Maie. Inizialmente si era iscritta al gruppo Lista Civica, poi lo aveva lasciato per unirsi al gruppo Maie e, proprio in queste ore, è tornata con Monti. Di fatto, è una sua collega di partito, ma è possibile fidarsi di una persona che sembra ancora in cerca di una sua identità?
“Rispetto molto la collega Nissoli, non conosco i motivi che l’hanno spinta a cambiare più volte e non mi voglio lanciare in giudizi personali. Posso solo sottolineare che siamo stati eletti all’interno di una lista caratterizzata da precisi obiettivi e principi tanto che, prima delle elezioni, abbiamo dovuto firmare una sorta di ‘lista di intenti’, un impegno personale a ispirare ogni nostra azione in maniera conforme ai principi di Scelta Civica. Ovviamente questo impegno non ha alcun valore vincolante dal punto di vista formale, ma rappresenta ugualmente un riferimento intellettuale e morale”.
Quindi sta dicendo l’onorevole Nissoli ha cambiato gruppo perché non si riconosce nei principi della lista Monti, nonostante sia stata eletta con questa stessa lista?
“No, non penso che non condivida la nostra lista d’intenti, forse si sente a metà tra Maie e Scelta Civica. Nonostante fosse una rappresentante del Maie, il vero volano per l’elezione dell’onorevole Nissoli è stata la lista Monti, presentarsi come Scelta Civica le ha permesso di uscire vincitrice dalle urne e, di conseguenza, si è iscritta a questo gruppo. Allo stesso tempo, probabilmente, il sentimento di profonda amicizia e gratitudine che prova nei confronti del presidente del MAIE, Ricardo Merlo l’avrà spinta, successivamente, a iscriversi al gruppo Maie”.
Come fa una persona che non sa nemmeno decidere in quale gruppo iscriversi a prendere decisioni di carattere nazionale?
“Credo che l’indecisione sia dovuta a fattori iniziali, Scelta Civica è stata la sua arma di elezione e lì dovrebbe essere il suo gruppo e punto di riferimento, ha fatto bene a indirizzarsi verso questa scelta. Questo non toglie il fatto che si possano trovare nuove forme di collaborazione con lo stesso Maie”.
Proprio riguardo al Maie e ai suoi ‘otto punti’, lei ha parlato di propaganda. In realtà, però, molte vostre proposte coincidono, come quelle sull’Imu. Non pensa che sia naturale una collaborazione tra Maie e Scelta Civica?
“Credo che ci possa essere collaborazione con chiunque dimostri buon senso e interesse per il settore degli italiani nel mondo”.
In quest’ottica di collaborazione pacifica per raggiungere obiettivi necessari rientra anche l’idea di un governassimo? Secondo lei Pd e Pdl dovrebbero formare un esecutivo?
“Dipende dal tipo di soluzione studiata. Il mio auspicio è che venga indicata al più presto una guida per il bene del Paese e questo è l’aspetto più importante al quale rivolgerò tutto l’impegno possibile”.
Un accordo con il Pdl, però, vorrebbe dire il ritorno in scena di Berlusconi, che ha praticamente cancellato la circoscrizione estero.
“Di certo riavere a che fare con chi ha smantellato il nostro settore non mi rende felice, ma credo che in questo momento sia necessario superare anche questi aspetti, in funzione delle esigenze del Paese”.
Un argomento sul quale i partiti dovranno trovare al più presto delle convergenze è l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale. Lei ha in mente un nome per la presidenza della Repubblica?
“Come opinione personale, e non del partito, suggerirei il nome di Mario Monti per ciò che rappresenta nel mondo. Al di là delle mie idee, però, è evidente che il nuovo presidente sarà il risultato di contrattazioni tra partiti e nessuno, purtroppo, può attualmente prevedere che cosa accadrà. Credo che Amato abbia grandi possibilità, è una persona che stimo e considero e sulla quale stanno convergendo molte attenzioni, ma ritengo che i tempi siano maturi per avere una donna al Quirinale”.































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