Roma – “È vergognoso quanto si insinua in quel video. Non sono appoggiato da nessun patronato”. È il commento di Gianni Farina, candidato Pd in Europa, il cui nome ricorre più volte nel video pubblicato su YouTube e riproposto da ItaliaChiamaItalia. “Se dentro ai patronati c’è qualche compagno o compagna che desidera segnalare il mio nome, è libero di farlo a titolo personale. Sono sempre stato attivo, partecipando alle attività di solidarietà sul territorio e, per questo motivo, mi conoscono in molti”.
“Lo ripeto e lo dico a voce alta, non sono appoggiato da nessun patronato. Non escludo che ci siano ‘compagni’ che, come me, vengono da una grande storia democratica e che possano suggerire di votare per me a una persona che chiede consigli al telefono. I fatti illegali sono ben altri, gli episodi da condannare sono quelli in cui si fa incetta di certificati elettorali e non voglio che la mia persona sia confusa con azioni di questo tipo”. “Io sono sempre in viaggio, sono lo ‘zingaro’ della democrazia e vado costantemente a trovare i mie elettori, quegli stessi elettori che mi apprezzano da decenni – conclude Farina -. È scandaloso creare una polemica pretestuosa in piena campagna elettorale, non so chi sia il mascalzone che diffonde queste notizie, si tratta di un video montato ad arte e dubito anche della sua veridicità, visto che non se ne conosce l’autore”.
Per la cronaca, è giusto fare sapere a chi ci legge che le voci delle persone che hanno risposto al telefono dei patronati, sono state riconosciute da diversi nostri lettori.
“Questo video è frutto di una campagna che intende alzare un polverone. Si tratta di singoli casi legati a gente che non sa come comportarsi, non confondiamo gli errori dei singoli impiegati con i casi ben più gravi accaduti in passato – dichiara il responsabile Pd Mondo Eugenio Marino -. Il vero problema è quello che emerge dalle intercettazioni tra Dell’Utri e Miccichè, pubblicate anche da ItaliaChiamaItalia, nelle quali viene spiegato come si fanno veramente i brogli all’estero e in favori di chi. Il senatore Di Girolamo è finito in galera ma i voti di lista al Pdl sono rimasti. Dal video emergono errori di singoli dipendenti ma, dietro di loro, non c’è un sistema strutturato e organizzato come quello che emerge dalle intercettazioni di Dell’Utri che, oltretutto, è uno dei massimi vertici del Pdl, certo non uno sconosciuto dipendente di patronato senza grandi poteri”.
Se questi dipendenti non hanno poteri o un tornaconto personale, che interesse avrebbero nel suggerire un candidato piuttosto di un altro? “I patronati sono sia di destra che di sinistra e, al loro interno, lavorano singole persone con proprie singole opinioni. Anche il Pdl candidò gente dei patronati, come Aldo Di Biagio, e oggi la Lista Monti candida Antonio Porretta al Senato nel Nord e Centro America”.
L’insistenza dei dipendenti lascia pensare che ci sia un accordo tra candidati e patronati. “No, assolutamente. I nostri candidati – spiega Marino a ItaliaChiamaItalia – non hanno stretto accordi con nessuno e dichiarano nei rendiconti elettorali tutti i finanziamenti che ricevono. L’unico parlamentare arrestato perché vicino alla ‘ndrangheta è del Pdl. È lì che si sono verificati gli imbrogli, quelli enormi e giganteschi non legati certo al singolo dipendente che riceve una telefonata e parla a titolo personale. È un polverone creato per far dimenticare le intercettazioni di Miccichè e Dell’Utri e per spingere sulla soppressione dei patronati, da sempre voluta dalla destra per rimpiazzarli con privati che propongano servizi a pagamento. La destra vorrebbe chiudere i patronati e togliere l’ultima rete utile rimasta agli italiani all’estero, gli unici che propongono servizi gratis, per affidare il sistema a società private che farebbero pagare i cittadini”.
Come partito, avete intenzione di avviare un’indagine interna per appurare eventuali comportamenti scorretti da parte dei candidati? “Assolutamente no, non faremo nessuna inchiesta interna. Il Pd non fa l’inquisitore, fa politica. I comportamenti scorretti sono altrove, proprio in questi giorni abbiamo assistito a un’azione organica in cui Iorio approfitta della sua posizione in Molise per chiedere di votare Berardi e Giordano, casi simili sono capitati con Scoppelliti e con il delegato di Alemanno, sempre a favore del PdL e di Berardi e Giordano. In questi casi si configura un’azione organica e studiata in favore di specifici candidati, molto diversa dall’esternazione di un singolo presa al telefono in un video del quale non si conosce nemmeno la fonte”.
































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