Italiani all’estero, Zin (MAIE): mozione su riordino della rete consolare

La mozione n. 1-00187 sul riordino della rete consolare firmata dal Senatore Claudio ZIN (MAIE) e sottoscritta da tutti gli eletti all’estero impegna il Governo “a sospendere immediatamente tutte le decisioni fin qui prese per il ri-orientamento della rete consolare, così come progettato dal Ministero degli affari esteri” e “a presentare alle competenti Commissioni parlamentari un piano di riordino della rete e dei servizi diplomatici consolari seguendo le direttive contenute nella legge sulla revisione della spesa in invarianza dei servizi, nel rapporto della Commissione spending review del Ministero degli affari esteri nel 2012 e nelle linee indicate dal programma di lavoro del commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica”.

 Dichiara il Senatore ZIN: "La mozione è il tentativo di noi Senatori eletti all’estero di riscrivere il piano di riordino della rete e dei servizi diplomatici consolari pianificato dal Ministero degli Affari Esteri, rispettando il principio di coerenza indicato dalla stessa spending review. Questa infatti impone sì dei tagli, ma nel rispetto della garanzia dei servizi all’Italia e all’agli italiani all’estero".

 Di seguito si riportano alcune parti della mozione 1-00187

Atto n. 1-00187

Il Senato,

[…]

considerato che:

il piano presentato dal Ministero nel luglio 2013, intitolato "Riorientamento della rete consolare", prospetta un calendario di soppressioni strutturato in tre fasi. La prima prevede la soppressione di 7 sedi (agenzie consolari di Sion, Neuchatel e Wettingen, consolato di prima classe di Tolosa, consolati di Alessandria, Scutari e Spalato, entro il 30 novembre 2013), la seconda di 5 sedi (viceconsolato di Mons, consolato generale di Timisoara, e i consolati di Newark, Adelaide e Brisbane, entro il 20 febbraio 2014) e la terza di due sedi (consolati generali di Capodistria e Amsterdam, entro il 30 giugno 2014);

tale piano contraddice quanto indicato dalla Commissione per la spending review, perseverando nella logica dei tagli lineari ai servizi, lasciando inalterata la composizione della spesa, in particolare quella riguardante il personale, confermando l’anomalia del "modello" italiano rispetto agli assetti vigenti negli altri Paesi europei, a cominciare da un rapporto tra personale di ruolo inviato dall’Italia ed inserito nella rete consolare e personale a contratto assunto in loco fortemente sbilanciato a favore del primo;

[…] si colpisce complessivamente la metà delle nostre strutture all’estero, in un momento di forte intensificazione di nuovi flussi di mobilità e di emigrazione degli italiani, che necessitano di tutela e servizi di supporto;

la promessa e necessaria apertura di nuove sedi in aree strategiche procede, peraltro, in modo parziale e insufficiente, mentre l’informatizzazione dei servizi conosce lentezze e difficoltà che impediscono di colmare adeguatamente il vuoto che si è determinato; nulla si è fatto per recuperare risorse chiudendo strutture diplomatiche sovrapposte, modificando il rapporto tra personale di ruolo e personale a contratto secondo standard europei, eliminando sprechi e privilegi, ponendo a rischio la tutela degli interessi del Paese e dei diritti dei cittadini;

 […] la "revisione della spesa con invarianza dei servizi ai cittadini", così come recita la legge della spending review (di cui al decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012), significa ridurre i costi di funzionamento della rete, non le prestazioni di servizio ai cittadini, ma quanto proposto dal Ministero con il "riorientamento della rete consolare" va nella direzione opposta a questo principio: ad esempio l’applicazione della riduzione prospettata dal Ministero in Svizzera produrrebbe la chiusura di 3 agenzie consolari, con un risparmio annuo stimabile sui 150.000 euro; invece, seguendo il criterio dell’invarianza di servizi e le conclusioni cui la stessa Commissione per la revisione della spesa del Ministero era giunta, si potrebbero riaprire 3 uffici di servizio con un risparmio di circa 3,2 milioni di euro annui, impegna il Governo:

1) a sospendere immediatamente tutte le decisioni fin qui prese per il riorientamento della rete consolare così come progettato dal Ministero degli affari esteri;

2) a presentare alle competenti Commissioni parlamentari un piano di riorientamento della rete e dei servizi diplomatici consolari seguendo le direttive contenute nella legge sulla revisione della spesa in invarianza dei servizi, nel rapporto della Commissione spending review del Ministero degli affari esteri nel 2012 e nelle linee indicate dal programma di lavoro del commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli.