Italiani all’estero, si va in America per rilanciare l’Italia – di Roberto Zanni

C’è bisogno di una nuova spinta. Servono nuovi talenti. C’è la assoluta necessità di un cambio di marcia per rilanciare l’Italia che è come una macchina dal motore potentissimo, ma alla quale manca… la benzina. E uno dei carburanti più preziosi per far correre un paese, lo fornisce l’ingegneria, ma anche qui c’è l’esigenza della novità, di entusiasmo. Ecco allora che per rimettere in moto la macchina sono scesi in campo gli ingegneri italiani, con una sfida che vuole essere vincente. A Cernobbio recentemente si è svolta la prima Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua in Ingegneria, un appuntamento che ha richiamato a raccolta una categoria che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita di una nazione. Ma non c’è la necessità soltanto di unità, ma anche – per l’ingegneria e per coloro che poi la ‘trasmettono’ – servono idee nuove e una di queste si è proprio sviluppata, e ha preso corpo, durante la conferenza nazionale. Così è stato presentato un protocollo d’intesa tra il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e l’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF) per una collaborazione che porterà all’assegnazione di nove borse di studio per i professionisti iscritti all’ordine nati dal 1978 in avanti.

Un accordo importante che porterà i vincitori ad attraversare l’Atlantico ed entrare in diretto contatto con il mondo dell’ingegneria americana.

"Il ruolo degli ingegneri è basilare in un panorama generale sempre più complesso ed in evoluzione – ha spiegato Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – Il mercato ci impone di dare risposte efficaci e tempestive, noi ingegneri ci riusciamo anche grazie a programmi di aggiornamento professionale mirati, messi a punto già da tempo, indipendentemente dagli obblighi introdotti dalle recenti normative". Ecco allora la spedizione americana si propone di portare nove professionisti italiani in un paese che è all’avanguardia nel settore e che rappresenta un modello di innovazione continua. Una interazione tra due mondi lontani, ma che unendosi possono portare grandi benefici allo sviluppo tecnologico dell’Italia.

Una volta presentate le domande (il termine si è chiuso il 10 maggio) si comincerà con la selezione, che sarà molto accurata e approfondita, per alla fine scegliere i nove ingegneri che prenderanno il volo per gli Stati Uniti allo scopo di incrementare le loro conoscenze, ampliare il loro bagaglio professionale e per farlo avranno a disposizione alcune delle scuole più rinomate, al mondo, nel campo dell’ingegneria, intesa nel senso più ampio del termine. L’approfondimento informativo dei nove prescelti infatti toccherà innanzitutto il Massachusetts Institute of Technology, il celeberrimo MIT, l’ateneo più prestigioso al mondo, i cui requisiti per l’ammissione sono davvero elevatissimi e quest’anno, tra l’altro solo un italiano è riuscito a superarli, un ragazzo bolognese, Emanuele Ceccarelli, 18 anni, che dal prossimo agosto avrà la grande opportunità di poter studiare a Boston, nel college che è, si può dire, un po’ il centro del mondo della tecnologia. Gli ingegneri italiani inviati in USA per ampliare le loro conoscenze non si fermeranno soltanto a Boston, ma avranno l’opportunità di continuare il viaggio negli States passando dall’University of California, ma anche dall’University of Miami, poi ancora la Fermilab, che si trova a Batavia, nell’Illinois, non lontano da Chicago e che è l’US Department of Energy national laboratory, che dal 2007 è gestito da una joint venture che comprende la University of Chicago, l’Illinois Institute of Technology e la Universities Research Association. Infine, tornando ancora in California, il viaggio ingegneristico si fermerà anche alla Mind the Bridge Startup School di San Francisco. Poi una volta concluso il tour, i nove ingegneri torneranno in Italia per mettere benzina a quel motore che ha ne ha tanto bisogno.

"Le professioni intellettuali sono parte essenziale del processo di modernizzazione del Paese – ha affermato Fabio Bonfà, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – non abbiamo privilegi, piuttosto professionalità da salvaguardare anche attraverso l’aggiornamento e la formazione continua. In questo senso contiamo di coinvolgere i nostri giovani per creare nuove leve competenti e in grado di confrontarsi con esperienze di livello internazionale".