Italiani all’estero, secondo Congresso del MAIE Europa: tanta passione e sguardo al futuro

Un congresso per fare il punto della situazione in Europa dopo il voto di febbraio, ma anche l’occasione per fissare le prossime azioni da mettere in campo sul territorio, all’estero, e le caratteristiche della battaglia da compiere in Parlamento in questa fase politica i cui contorni sono ancora da definire. Queste le linee salienti del secondo congresso MAIE (Movimento associativo degli italiani all’estero) Europa, che si è svolto alla Camera presso la Sala della Mercede.

Durante il suo intervento ai lavori, Ricardo Merlo, deputato eletto nella circoscrizione estero e presidente mondiale del Maie, ha chiarito la cornice all’interno della quale il Movimento intende muoversi nella sua azione parlamentare. "Le nostre alleanze – spiega – sono tattiche, perché il nostro obiettivo strategico è quello di fare con il Governo, sia esso di destra o di sinistra, politiche per gli italiani all’estero".

Gian Luigi Ferretti, coordinatore del Maie Europa, sottolinea il buon risultato del voto ottenuto a febbraio, a pochi mesi dalla costituzione del Movimento nel vecchio Continente: "io il bicchiere lo vedo mezzo pieno. Siamo riusciti a ottenere un risultato elettorale importante, conseguendo più voti di partiti come l’Udc o la Destra, e gli stessi di Sel". Adesso "dobbiamo continuare a lavorare sul territorio con questo spirito che ci ha contraddistinto finora: tutti per uno e uno per tutti".

Al Congresso ha partecipato anche il deputato del Maie Mario Borgese, che ha definito il Movimento "l’unico soggetto politico che davvero all’estero rappresenta la comunità italiana e che può realizzare azioni efficaci".

A margine dell’appuntamento Borghese, che fa parte della commissione Affari Sociali, dichiara: "la prima cosa che voglio riuscire a realizzare è un convegno insieme con gli ospedali italiani che già esistono in Sudamerica" per discutere e definire una linea comune al fine di "dare salute e sanità a tutte a tutte le persone bisognose nate in Italia, che vivono all’estero".

Il senatore del Maie Claudio Zin, intervenuto al Congresso, ha dichiarato: "noi sappiamo quello che dobbiamo fare qui a Roma, ma le forze politiche italiane in questo momento sono in una fase di confusione che non consente alla macchina istituzionale di muoversi a passo sostenuto". Comunque “io nel Senato sono nel gruppo di Scelta Civica, in rappresentanza del MAIE. Fino ad oggi. Domani non so cosa succederà. Scelta Civica ha i suoi problemi” e l’Udc, lascia intendere Zin, fa i capricci. Tanto che, racconta il senatore italo-argentino, quando c’è stata da approvare in Senato l’istituzione del Comitato per la questioni degli italiani all’estero, Pierferdinando Casini non era d’accordo. Non sto parlando male di Casini – ha precisato Zin – “che e’ un amico. Ma e’ un momento di confusione. Tutti eravamo d’accordo e lui no. L’Italia non ha reale interesse per gli italiani all’estero. Per questo dobbiamo essere noi a difendere gli italiani nel mondo".

Dopo Zin ha fatto il suo intervento l’On. Pippo Galati, PdL, presidente della Fondazione Calabresi nel Mondo: "Se oggi la situazione economica ha un saldo positivo lo si deve soprattutto all’export. La rete degli italiani all’estero e’ importantissima. Come fondazione dei Calabresi nel Mondo abbiamo fatto molto e continueremo a dare grande attenzione agli italiani all’estero”, ha assicurato. “La circoscrizione estero deve essere, in un circuito globale e virtuoso, il collegamento con le comunità italiane nel mondo. Dobbiamo utilizzare la competitività delle nostre imprese e collegarla alla rete degli italiani all’estero”.

Ha dunque preso la parola Nazzareno Mollicone, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nel quale rappresenta il sindacato Ugl. Mollicone ha parlato della questione relativa alla cittadinanza e, facendo eco a Galati, dell’importanza di usare la rete degli italiani nel mondo per il commercio e i rapporti economici. “Noi come sindacato seguiamo con attenzione le problematiche degli italiani nel mondo", ha sottolineato.

Francesca Alderisi, popolarissimo volto di Rai International, dal pulpito ha iniziato il suo intervento dicendo che non sarebbe mancata al congresso del MAIE “nemmeno con 40 di febbre. Il mio amore e’ tutto per il MAIE". "Chi vive all’estero ama l’Italia due volte. Mi complimento con gli eletti ma anche con i non eletti, che hanno dato il massimo. Grazie all’On. Merlo per avermi coinvolto nel MAIE". Su Rai International, “è stato un peccato abbandonarla. La Rai nel mondo e’ anche un mezzo per divulgare lingua e cultura italiana. La Rai ha deciso di chiudere quelle poche produzioni dedicate agli italiani nel mondo, un errore”. Francesca ha voluto sottolineare come in Italia “sempre grandi lodi nei confronti degli italiani nel mondo, a parole. Ma poi nulla di concreto”. Il MAIE, ha precisato, può contribuire a fare cambiare questo stato di cose.

Ricky Filosa, Coordinatore del MAIE in America Centrale, ha portato i saluti di tutti i coordinatori del Movimento in Centro America. “Il MAIE in Centro America continua a crescere, ancora oggi, a oltre due mesi dalle elezioni politiche. Questo ci riempie di soddisfazione. Cresce un progetto che si è sganciato dalle casacche di partito. Anche nel Nord America, con l’amico Augusto Sorriso, Coordinatore del MAIE negli Stati Uniti, il movimento è presente e forte”, ha spiegato Filosa, per poi aggiungere: “La politica è bella. Anche se a volte qualche suo aspetto può non piacere. Ma dobbiamo reagire, essere forti, non abbatterci, non farci prendere dallo sconforto o dalla delusione. Dobbiamo aggrapparci alla nostra passione politica, al nostro amore verso gli italiani all’estero, per andare avanti a difendere gli interessi di ogni italiano nel mondo”.

Parlando della situazione politica attuale, e guardando al futuro, "tanti equilibri sono cambiati – ha detto il coordinatore MAIE Centro America -, bisogna prenderne atto". Filosa, criticando la scelta di Casini di non appoggiare la costituzione del CQIE, ha chiesto al presidente Merlo cosa farà ora. Quale che sia la sua decisione, ha assicurato il giornalista residente nella Repubblica Dominicana, "noi lo appoggeremo".