“Il MAIE è una forza nuova, che non segue logiche di partito, bensì gli interessi degli Italiani all’Estero ed è per questo che ho deciso di coinvolgermi in prima persona. Sono Fucsia, Angela Fucsia Nissoli e coordino il MAIE per il New England”. Con queste parole la signora Fucsia Nissoli – non ancora parlamentare – si presentava alcuni mesi fa, in vista della campagna elettorale per le Politiche 2013, al primo Congresso MAIE negli Stati Uniti. Alla platea, spiegava: “In particolare vorrei ringraziare l’onorevole Merlo, Presidente, fondatore, creatore di questo Movimento per gli italiani all’estero e che e’ venuto da molto lontano per raccontarci di questa nuova forza politica, che io sono fiera di condividere con tutti voi stasera”. Eppure Nissoli, eletta per la ripartizione Nord e Centro America, ha appena cambiato casacca: si è iscritta al gruppo di Scelta Civica alla Camera. Il MAIE? Forse non si ricorda più nemmeno cosa sia. Ma siamo certi che saranno in tanti coloro che, giorno dopo giorno, le rinfrescheranno la memoria.
Sì, perché Fucsia non l’ha raccontata giusta ai coordinatori del MAIE, al presidente del Movimento, ma soprattutto agli elettori, a quegli elettori che l’hanno votata proprio perché esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. In campagna elettorale, lei si presentava proprio in questa veste, in quella di esponente MAIE, di Coordinatrice MAIE del New England. C’è chi dice che questo non sia vero, ma avete appena letto poco sopra le parole di Nissoli, pronunciate al congresso tenutosi negli States. Sempre in quell’occasione, la signora assicurava: “Ho scelto di aderire al MAIE, d’impegnarmi nel MAIE, quale movimento associativo nato per gli italiani all’estero, per portare un contributo nuovo alla politica del nostro Paese, per unire le esperienze, le differenze, le aspettative delle 2 Italie: la nostra qui stasera e la nostra dall’altra parte dell’oceano, in una prospettiva di sviluppo e benessere”. E ancora: “Il MAIE e’ quel movimento che porterà la vostra voce a Roma, che porterà una ventata di novità all’interno del Parlamento italiano, che vi ascolterà, che cercherà di capire quali sono le vostre problematiche, i vostri ideali, i vostri sogni e ciascuno di noi attraverso questo movimento associativo potrà far sentire la propria voce e far valere le proprie idee e i propri diritti”. Parole al vento, a questo punto, visto che appena conquistato il seggio a Montecitorio Fucsia – “il colore del tradimento”, come recita un gruppo nato da poco su Facebook – ha preso un’altra strada.
Nissoli ha sempre operato come esponente del MAIE, anche se ora vuol fare credere il contrario. L’8 novembre 2012, in qualità di coordinatrice MAIE New England, nominava Maria Gina Aiello coordinatrice dello stato del Rhode Island. E in una lunga intervista rilasciata al nostro quotidiano online, durante i mesi di campagna elettorale, la connazionale si diceva “contenta per essere entrata a far parte di un team politico come il MAIE. Credo che sia un movimento meno politico e più pratico, civile e orientato ad un progetto concreto”. E ancora: “Il MAIE è una entità capace di ascoltare la gente, capace di individuare quali sono i bisogni reali di noi italiani residenti all’estero, di farsene portavoce e alla fine di risolverli nel miglior modo possibile”.
Come reagiscono i connazionali quando parli loro del progetto Maie? “Reagiscono in maniera positiva. Ne vogliono sapere di più, sono curiosi, vogliono capire e conoscere cos’è il MAIE, sento entusiasmo nelle loro parole; sono stufi e stanchi dei partiti perchè non sempre hanno garantito o permesso una effettiva partecipazione democratica”. Nell’intervista le avevamo chiesto anche del suo rapporto con Augusto Sorriso, coordinatore MAIE Usa: “Ci conosciamo da tanti anni, ben prima di ritrovarci in questo movimento: lui e’ in politica da una vita e sicuramente saprà consigliarmi su molti aspetti”. Per la cronaca: Fucsia non ha mai chiesto alcun consiglio a Sorriso, non lo ha mai ringraziato per il contributo dato da lui in campagna elettorale (i voti alla lista sono arrivati anche grazie a lui e agli altri candidati), né lo ha voluto coinvolgere una volta eletta.
Sorriso sta mantenendo in questi giorni di polemiche un rispettoso silenzio: ma presto ItaliaChiamaItalia chiederà la sua opinione, e siamo convinti che parlerà.
Concludendo l’intervista, Fucsia lanciava il seguente messaggio ai lettori e agli elettori: “Usciamo dalle solite, vecchie logiche di partito, uniamoci in un percorso associativo e politico in cui ciascuno di noi puo’ sentirsi parte attiva, andando oltre le differenze regionali”. Si riferiva al MAIE, ovviamente, e alla visione politica del movimento.
Scusate, cari lettori, se vi abbiamo annoiato ricordandovi fin qui le “perle” di saggezza di una Nissoli che evidentemente oggi non esiste più. Chissà dove si è ficcata. Già, perché non possiamo credere che quella di alcuni mesi fa, sia la stessa Nissoli che in un recente comunicato, cercando di giustificare il suo passaggio a Scelta Civica, con una impressionante arrampicata sugli specchi, scrive: “Il MAIE non è un partito ma un’associazione politica…”. Prima di tutto i partiti, tutti, sono associazioni non riconosciute. Allo stesso tempo, se il MAIE non è un partito, allora Nissoli è Britney Spears. Poi scrive: “Il MAIE ha deciso di costituirsi come gruppo autonomo che entra nel Gruppo misto. Stando alla Camera (ricordatevi, questa signora è a Montecitorio da poco più di un mese, durante il quale – oltre che scattare foto in Aula per postarle su Facebook – non ha fatto nulla, ndr) mi sono resa conto che il Gruppo misto è un non-gruppo, che è una macedonia, che non ha nessun peso e nessuna rilevanza politica”. Una “macedonia”? E invece Scelta Civica che cos’è, visto che dentro vi si trovano democristiani vecchi e nuovi, futuristi miracolati, montezemoliani?
Andiamo avanti: “Mi sono iscritta a Scelta Civica anche dopo avere visto la gravità di una situazione in cui i partiti sono troppo divisi e conflittuali, e dentro ai partiti ci sono troppe frammentazioni: questo non solo non favorisce la soluzione dei problemi ma li complica”. Dunque, lei critica i partiti, “divisi e conflittuali”, ma si iscrive a un gruppo che rappresenta un partito, lasciando il MAIE che a suo dire “non è un partito ma un’associazione…”. Ragazzi, non ci capiamo più niente, aiutateci!































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