Italiani all’estero, il MAIE con Forza Italia? Il Pd se la fa sotto – di Ricky Filosa

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro fra il nuovo responsabile per gli italiani nel mondo di Forza Italia, sen. Vittorio Pessina, e l’On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero. Un incontro “esplorativo”, come è stato definito dai due protagonisti, per capire se è possibile una alleanza politica ed elettorale, nell’interesse degli italiani nel mondo e delle loro istanze.

L’incontro non è passato inosservato. Grande attenzione da parte dei media alla nuova possibile alleanza tra Forza Italia e MAIE. Tuttavia, il faccia a faccia fra Pessina e Merlo non è piaciuto agli eletti all’estero del Partito Democratico. Del resto, era prevedibile. Una possibile alleanza fra le due forze politiche potrebbe dare filo da torcere al Pd, nonostante Renzi continui a volare alto nei sondaggi (al momento è il leader più amato). Così i deputati dem eletti oltre confine in una nota ricordano che Silvio Berlusconi e Forza Italia, il PdL prima, non hanno mai avuto una grande attenzione nei confronti delle comunità oltre confine. Vero.

Sorprende tuttavia notare come i compagni eletti nel mondo dimentichino ciò che è accaduto negli ultimi mesi, proprio in tempi recenti: vogliamo parlare della mannaia del governo di sinistra sulla rete consolare? Una “razionalizzazione” –così l’hanno chiamata all’inizio – partita proprio durante il governo Prodi. Oggi Ambasciate, consolati, istituti di cultura chiudono i battenti e l’attuale classe politica resta a guardare. Intere comunità italiane abbandonate al proprio destino, anche in quei Paesi e in quelle città dove invece la presenza dei nostri connazionali – e dei turisti italiani – è fortissima. E’ il caso di Santo Domingo, per esempio, ma anche di Manchester o di San Gallo. E che dire di Montevideo, Uruguay?

Il Pd non può dare lezioni a nessuno. Può anche essere più bravo nella comunicazione e nella propaganda, anche perché ha i mezzi per farlo nel migliore dei modi (grazie ai rimborsi elettorali, comunque destinati a sparire), ma all’atto pratico a sinistra hanno dimostrato di predicare bene e razzolare male.

Un altro esempio lampante è quello dell’Imu per gli italiani nel mondo, italiani all’estero ancora discriminati nonostante il miele che cola nei loro confronti nei comunicati targati Pd. Gli italiani nel mondo sono ancora costretti a pagare sulla loro prima casa in Italia l’aliquota fiscale relativa alla seconda abitazione: un salasso, una ingiustizia enorme nei confronti di tutti quegli emigrati che anche grazie alla loro casetta in Patria riescono a tenere un legame con l’Italia. Non basta il contentino che si e’ voluto dare ai pensionati italiani residenti nei cinque continenti: è solo uno specchietto per le allodole, una discriminazione nella discriminazione, che non fa altro che gettare benzina sul fuoco nella guerra fra poveri a cui gli italiani nel mondo sono stati costretti da un esecutivo che pende a sinistra.

Vogliamo parlare, inoltre, della tassa sulla cittadinanza italiana? Che la si condivida o no, il fatto è che ogni discendente di italiani che vorrà presentare domanda di cittadinanza italiana dovrà sborsare 300 euro di diritti consolari. Dicono che quei soldi serviranno a migliorare i servizi consolari stessi e a velocizzare le pratiche: ma la legge questo non lo specifica. Tanto è  vero che sono stati costretti a presentare nuove proposte proprio per vincolare quei fondi al miglioramento dei servizi. Tardi per correre ai ripari, anche perché non si sa se la loro proposta verrà presa anche solo in considerazione dal governo.

Insomma, come al solito dal Pd tanto fumo e niente arrosto, solo chiacchiere e gabelle.

Il MAIE? Loro, i compagni dem, sanno bene qual è la visione politica del Movimento di Merlo: puntare sempre alla difesa degli italiani nel mondo, ovunque essi siano, a prescindere dalle vecchie e usurate casacche partitiche. La rete consolare, l’assistenza sanitaria, il made in Italy, la promozione della nostra lingua e della nostra cultura italiana, sono tutti argomenti che non hanno colore e interessano ogni italiano residente oltre confine. Il MAIE è un vestito su misura per ogni italiano nel mondo e il Pd lo sa. Come sa che alcune ripartizioni estere, come il Sud America, dove vive la più grande collettività di italiani nel mondo, rappresentano veri e propri feudi per il MAIE, difficili da espugnare. A cosa volete che serva una visita l’anno in America Meridionale del responsabile Pd nel Mondo, Eugenio Marino, quando Merlo e i suoi in Sud America ci vivono e ci lavorano in continuazione?

Gli eletti all’estero del Pd, fino a ieri tutti attaccati al sedere di Bersani e oggi tutti renziani convinti, non possono parlare nemmeno di coerenza. Abbiamo letto parole messe nero su bianco da alcuni di loro che sembravano appartenere ad altre persone, una volta che Renzi ha stravinto le primarie e poi le Europee. Tutti sul carro del vincitore, alè! Bella dimostrazione di attributi che hanno dato.

No, amici, non fatevi, non facciamoci fregare: sono i soliti comunisti tinti di nuovo, con la solita invidia sociale, stanno a sinistra ma hanno il portafoglio a destra e alcuni di loro, alcuni eletti all’estero del Pd, in questa legislatura hanno dato prova di essere solo vuoto incartato, un nome e una foto sul sito web della Camera dei Deputati, niente di più. Immobili, ignoti, fantasmi. Degli sconosciuti, tanto è il loro dolce far niente.

Sono passati solo pochi giorni dall’incontro fra Pessina e Merlo, non è ancora certa una alleanza tra Forza Italia e il MAIE: il Pd, però, se la sta già facendo sotto.

Twitter  @rickyfilosa