Italiani all’estero, gli eletti a Merlo (MAIE): ‘gruppo in Parlamento? Vieni al Comitato’ – di Barbara Laurenzi

Roma – Dal diplomatico invito del deputato democratico Fabio Porta a “venirne a parlare nel comitato per gli italiani nel mondo” alla lettura “propagandistica” della collega Pd Laura Garavini, dall’entusiasmo dell’onorevole Renata Bueno (USEI) alla diffidenza del pentastellato Tacconi e del senatore Di Biagio, eletto con Scelta Civica. Le reazioni dei parlamentari che rappresentano la circoscrizione estero non sembrano favorevoli a raccogliere l’invito dell’onorevole Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, che in una recente video intervista a ItaliaChiamaItalia ha lanciato un appello per formare in Parlamento un gruppo dedicato agli italiani nel mondo e composto sia dagli eletti all’estero che dai parlamentari residenti in Italia.

“Si tratta di una proposta positiva e interessante – commenta l’onorevole Renata Bueno, eletta con l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani e membro della componente MAIE nel gruppo Misto alla Camera – utile per pensare a un futuro da gruppo indipendente. Abbiamo moltissime ricchezze all’estero, sia in termini economici che culturali, e dobbiamo assolutamente tutelare i nostri interessi”. “Mi sono già confrontata con l’onorevole Merlo – conclude Bueno – e sicuramente ci saranno altri incontri sul tema. Io sono disponibile fin da ora a iniziare a lavorare per la creazione di questo gruppo in qualsiasi momento”.

“Anche durante l’ultimo incontro del comitato per gli italiani all’estero della Camera ho detto che, prima di fare proposte suggestive e sicuramente interessanti, sarebbe utile che i deputati del MAIE partecipassero più assiduamente ai lavori della Camera e del comitato stesso, poiché proprio esso è il primo strumento che abbiamo per lavorare insieme tra eletti all’estero” dichiara Fabio Porta, presidente del comitato per gli italiani all’estero della Camera, invitando Merlo a discutere la sua proposta durante una delle sedute. “Finora non ho mai visto né Mario Borghese né Ricardo Merlo in nessuna delle sedute del comitato, mentre potremmo discutere proprio in quella sede di questa proposta – aggiunge Porta -. Sarebbe bene essere più coerenti prima di fare proclami. Si può discutere di tutto affinché si lavori di più insieme, anche di una eventuale bicamerale, ma questi annunci che fa Merlo sembrano solamente spot, considerando che poi, quando ci si deve vedere per lavorare, gli esponenti MAIE non ci sono mai. L’invito a venire in comitato vale per tutti, credo che sia la sede preposta per discutere questa proposta, qualsiasi iniziativa è bene accetta – conclude il deputato democratico – purché sia reale”.

“Riguardo la proposta di Merlo vorrei far presente due osservazioni – dichiara il deputato cinque stelle Alessio Tacconi -. In primo luogo, mi sembra strano che una proposta di questo tipo provenga da un deputato esperto come lui. Merlo saprà benissimo che si tratta di una strada abbastanza impercorribile poiché di solito un gruppo è composto da parlamentari della stessa provenienza politica, se facessimo quello che il collega Maie chiede si creerebbe solamente un altro gruppo misto composto da persone legate al proprio partito. È una proposta comprensibile ma di difficile attuazione, sarebbe auspicabile ma lo è ancor di più un aumento della collaborazione tra eletti all’estero”.

“Aggiungo un ultimo appunto – spiega ancora l’unico grillino eletto oltre confine -, esistono già luoghi per il confronto che, invece, non vengono sfruttati. All’ultima seduta del comitato per gli italiani nel mondo della Camera eravamo solo quattro eletti all’estero, a parte Porta che lo presiede. Nonostante si tratti spesso di assenze giustificate, agli occhi di chi non è eletto all’estero questa situazione potrebbe essere letta come disinteresse verso la circoscrizione da parte dei suoi stessi rappresentanti. Il comitato potrebbe essere visto come il luogo ideale in cui parlare di iniziative importanti, ad esempio la proposta di Merlo, anche da chi non è eletto all’estero. Dobbiamo sfruttare, prima di tutto, gli strumenti di cui già disponiamo e non sprecarli in questo modo – conclude Tacconi -, se esistono già i luoghi atti al dialogo, usiamoli”.

“Esistono già delle realtà organizzate nella direzione di un lavoro congiunto e sinergico tra rappresentanti esteri, si tratta dei comitati per gli italiani nel mondo di Camera e Senato – commenta Laura Garavini, deputata Pd -. Spiace sottolineare che le sedute dei comitati vedono una partecipazione estremamente carente da parte di diverse forze partitiche, mi riferisco soprattutto alla Camera dove, alla presenza continua del Pd e dei colleghi di Scelta Civica e Movimento 5 Stelle, si oppone la totale assenza e noncuranza dell’onorevole Merlo, rispetto a quella sede che potrebbe essere in via sperimentale un inizio di lavoro sinergico tra eletti, proprio ciò che lui stesso chiede”.

“Temo si tratti soltanto di un intento a titolo di proclamo, che non rispecchi una reale volontà di intraprendere un lavoro comune ed efficace – prosegue la deputata -, nutro delle riserve perché, se si volesse veramente collaborare, si potrebbero sfruttare i contenitori già esistenti. Ci troviamo, invece, di fronte a un sistematico boicottaggio dovuto all’assenza di alcuni parlamentari”.

“Di conseguenza mi pare superfluo prevedere altri organi, basterebbe rendere più efficaci quelli già esistenti. Merlo non ha mai partecipato alle riunioni del comitato nonostante venga frequentato anche dai non eletti all’estero e dai colleghi che, come lui, non fanno parte della commissione esteri”.

“Una supposizione di questo tipo presuppone una disponibilità concreta che, finora, non ho mai visto da parte di nessuno – commenta il senatore Scelta Civica Aldo Di Biagio -. È inutile lanciare appelli se poi non seguono fatti concreti, guardo con attenzione all’ipotesi avanzata da Merlo ma mi sembra soltanto un proclama. Non è giudizio sulla persona o sul movimento politico – conclude Di Biagio – l’idea di formare un gruppo dedicato solamente agli italiani nel mondo non è una cosa nuova, se ne è sempre parlato ma, prima di parlarne per l’ennesima volta, bisogna dimostrare con i fatti se esiste una reale intenzione di collaborare”.