Italiani all’estero, Difesa USA si affida a ricerca italiana – di Roberto Zanni

Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, fino a Durham, nel North Carolina. Dall’Italia agli Stati Uniti per un’altra storia di successo firmata da un professore italiano, Stefano Curtarolo, che, dopo essersi laureato in Italia, a Padova, i suoi grandi successi se li è andati a cercare negli USA. È un altro esempio di quel fenomeno che, comunemente, viene chiamato ‘fuga di cervelli’. In Italia non c’è la possibilità di esprimere le proprio potenzialità e allora si va negli States che, in questo settore, non sono secondi a nessuno: se ci sono le capacità, prima o poi si ha la possibilità di tirarle fuori. E così è successo anche in questo caso. Il professor Stefano Curtarolo infatti, ha appena vinto un bando, promosso dal ‘Department of Defense’, il Dipartimento della Difesa americano, che fa parte del ‘DOD Multidisciplinary University Research Initiative’, un programma designato a promuovere le ricerche di base portate avanti da consorzi di università. Il bando di cui stiamo parlando è sostenuto dall’Office of Naval Research ed ha un valore di 1,5 milioni di dollari annui, per la durata di cinque anni. Quasi otto milioni di dollari che la ‘Difesa USA’ ha destinato alla ricerca, a un progetto guidato dal professor Stefano Curtarolo che con il suo gruppo lavora alla Duke University, appunto nel North Carolina, a Durham, una delle università più prestigiose e note nel campo della ricerca.

Il professor Curtarolo insegna ingegneria meccanica e scienze dei materiali ed è il direttore del Center for Materials Genomics. Cosa sono le scienze materiali? È una disciplina basata sulla chimica, sulla fisica e in parte sull’ingegneria che tratta la progettazione, la produzione e l’uso di tutte le classi esistenti di materiali (tra cui metalli, ceramiche, semiconduttori, ecc) e l’interazione dei materiali con l’ambiente, la salute, l’economia e l’industria. Si tratta di una disciplina che pone la propria attenzione sull’utilizzo di metodiche analitiche, distruttive o non distruttive, di natura meccanica, chimica o fisica necessarie per lo studio delle proprietà dei materiali e per la determinazione della conformità relativa agli standard d’uso specifici. Ecco allora che in questo settore il professore Curtarolo è diventato un ricercatore all’avanguardia e con il bando vinto sta portando avanti un progetto che, alla conclusione dei cinque anni di lavoro, così ha spiegato, come obiettivo ha l’arrivo a una "combinazione di elementi con proprietà uniche che allevieranno la dipendenza dai minerali rari che sono scarsi, costosi e che possono trovarsi in aree politicamente sensibili".

Un traguardo che ha accolto subito l’appoggio del Dipartimento della Difesa americano che ha lo ha sovvenzionato attraverso un ‘grant’ come si dice negli States. "Vogliamo arrivare a nuovi materiali non così tanto basati sulla loro composizione, ma sulla loro funzionalità – ha aggiunto il ricercatore di Conegliano Veneto – idealmente vorremmo arrivare a materiali che possono essere conduttivi così come  trasparenti".

Il team guidato dal professore italiano, ma che comprende anche ricercatori provenienti da altre università, ha già sviluppato quello che è chiamato ‘cookbook’, diciamo un libro di ricette, che permette ai ricercatori e agli scienziati di combinare diversi elementi a seconda delle proprietà desiderate. Senza addentrarci oltre negli studi, il punto fondamentale, è il successo, l’ennesimo possiamo dirlo con un certo orgoglio, di un ricercatore italiano negli Stati Uniti.

Laureatosi a Padova nel 1995 in ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, tre anni dopo, nello stesso ateneo, un’altra laurea, questa volta in fisica, poi gli Stati Uniti con un master in fisica alla Pennsylvania State University nel 1999 seguito da un dottorato in scienze materiali e ingegneria conseguito al celeberrimo MIT, Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. Una carriera, da docente cominciata come assistente a Padova, poi proseguita alla Penn State, quindi al MIT e infine a Duke University. Nella università del North Carolina ha iniziato nel 2003 come assistente in scienze materiali, poi nel 2008 associate e infine dal febbraio 2012 docente nella stessa materia, incarico al quale, dal maggio sempre dell’anno scorso di direttore del Center for Materials Genomics, Pratt School of Engineering. E ora la sovvenzione federale.