Italiani all’estero, Comites per pochi intimi – di Marco Zacchera

Quando la scorsa settimana scrivevo delle elezioni dei Comites, non immaginavo di ricevere così tanti commenti e segnalazioni da ogni parte del mondo. In generale mi si conferma che pochissime sono state le liste presentate, molti i problemi (e i boicottaggi) nelle autentiche e nelle candidature, ma soprattutto emerge che quasi tutti gli italiani residenti all’estero neppure sanno che dovranno votare né che per farlo dovranno registrarsi ai relativi consolati.

Mi chiedo che senso abbia votare se gli elettori non sanno delle elezioni e perché, nel passare dal voto per corrispondenza generalista alle liste di auto-iscritti, non si sia atteso maggior tempo per permettere una più ampia informazione e, quindi,  partecipazione al voto. 

L’impressione è che davvero le prossime elezioni dei Comites siano solo un grande regalo ai patronati sindacali e i loro tira-file romani. Ovvio che quasi tutte le liste presentate sono vicine al Pd e grave che in molte località (si vota o si dovrebbe votare là dove ci siano 3.000 italiani residenti) nessuno si sia presentato. L’annunciata agonia del Comites rischia di trasformarsi in morte cerebrale: un’eutanasia che davvero non fa bene a nessuno.