Italiani all’estero, ci vuole una piccola rivoluzione – di Eugenio Sangregorio

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Non smettiamo, noi italiani residenti all’estero, di guardare all’Italia con preoccupazione e, talvolta, con sorpresa e incredulità. Preoccupazione, perchè appare chiaro come l’Italia faccia fatica a risollevarsi dalla crisi economica che l’ha investita; sorpresa e incredulità, perchè questa legislatura fin dall’inizio ci ha regalato momenti imprevedibili, in negativo: come quando per due mesi non si è riusciti a scegliere un presidente del Consiglio (nè un presidente della Repubblica) che potesse in qualche modo mettere d’accordo i partiti; o quando lo streaming fra i grillini e Pierluigi Bersani ha messo in evidenza comportamenti esilaranti, per un verso, patetici per un altro.

Senza voler infierire sull’attuale situazione politica, non possiamo non rilevare l’incertezza che deriva dal fatto che due forze diametralmente opposte (parliamo ovviamente di PdL e Pd) si siano convinte di poter governare insieme, di poter far parte della stessa maggioranza, adducendo il nobile intento di lavorare per il bene del Paese. Ma sapendo di avere coltivato per anni una ostinata reciproca  delegittimazione difficile da superare.

Questo governo è nato storto, fin dall’inizio. A noi residenti in Argentina, e certamente a tutti gli italiani del Sud America, è parso poi molto disdicevole che, nonostante un cosiddetto governo di larghe intese, nessun posto di comando all’interno dell’esecutivo sia stato assegnato a uno degli eletti all’estero. Sono 18, non sono tanti ma nemmeno pochi, ciascuno ha la sua storia e il suo curriculum politico, ma nessuno di loro è stato scelto per fare parte, a un qualunque livello, di questo governo. Questa, secondo me, è la cartina di tornasole che dimostra quanto poco l’Italia – chiacchiere a parte – tenga davvero agli italiani nel mondo e, di conseguenza, ai loro rappresentanti.

No, così non va per niente bene. E no, non siamo disposti a continuare a registrare come le comunità italiane oltre confine vengano sistematicamente ignorate, trascurate, messe da parte. Se è vero che ci vuole una scossa nella politica nazionale per sbloccare una situazione da sabbie mobili, è altrettanto vero che la politica che si occupa in particolare di emigrazione necessita di un piccolo terremoto. Una forma di protesta, se volete, fatta anche da gesti simbolici e parole forti che possano attirare l’attenzione verso gli italiani nel mondo e i problemi che più da vicino li riguardano, come Imu, pensioni, rete consolare, diffusione della lingua e della cultura italiana. Noi dell’USEI ci stiamo pensando.

Non possiamo dimenticare che gli italiani all’estero rappresentano una grande risorsa per l’Italia, specialmente in questo momento, nel quale il Bel Paese ha bisogno di uscire da una crisi economica e sociale pesante. L’Italia deve collaborare in misura maggiore con quei Paesi dove sono presenti le comunità italiane, in particolare con il Sud America, dove la presenza di connazionali è massiccia. Senza dubbio, saranno proprio i Paesi dell’America Meridionale a crescere più degli altri, nei prossimi anni; l’Italia non può non tenerne conto, e anche per questo deve coinvolgere di più le comunità italiane residenti sul territorio.

L’Unione Sudamericana Emigrati Italiani è sempre più persuasa che questa esperienza di governo finirà presto. E’ per questo che, mentre continuiamo a lavorare sul territorio come sempre, stiamo accentuando la nostra presenza sui vari media – soprattutto sul web – per fare sentire più forte e più chiara la nostra voce, per mettere in atto una strategia di più larga diffusione delle nostre i dee e dei nostri progetti, perchè il futuro prossimo non ci colga di sorpresa quando sarà il momento di tornare in prima linea. Noi ci siamo e vogliamo essere  protagonisti; perchè non si ripeta la solita pantomima di eletti che rappresentano solo se stessi e dimenticano chi li ha votati. Gli italiani del mondo hanno sperimentato delusioni cocenti nelle passate legislature, sapranno difendersi dai venditori di fumo. Onestà, passione, capacità di intervento e reale visibilità nelle istituzioni per ottenere quello che serve alle nostre comunità: per chi cerca un posto al sole in parlamento non sarà una passeggiata la prossima campagna elettorale!

*presidente USEI, Unione Sudamericana Emigrati Italiani