Italiani all’estero, bilancio di un anno di lavoro – di Laura Garavini

Laura Garavini, Pd

Nel 2015 il Governo e il Parlamento a maggioranza PD si sono resi artefici di riforme che il Paese aspettava da decenni e che hanno  importanti ricadute anche per gli italiani all’estero. In primo luogo la riforma della Costituzione: il disegno di legge ha superato lo scoglio decisivo al Senato e si avvia entro pochi mesi verso l’approvazione definitiva. Grazie a questa svolta l’Italia diventerà finalmente un Paese che decide, mettendo fine al rimpallo continuo fra Camera e Senato e lasciando alla “Camera alta” solo alcune importanti competenze. Due conquiste della riforma costituzionale sono il mantenimento alla Camera della Circoscrizione estero e la possibilità di votare anche per chi si trova temporaneamente all’estero, come gli studenti Erasmus. Due obbiettivi non scontati, che vanno salutati come un successo per chi come noi tiene a mantenere legami sempre più stretti fra gli italiani in movimento e la madrepatria.

Un altro determinante traguardo raggiunto nel 2015 per il nostro Paese è la ‘Buona scuola’: una Legge che ha permesso a decine di migliaia di giovani precari di diventare insegnanti di ruolo e di lavorare in gran parte nel luogo preferito, con buona pace dei catastrofisti, che avevano previsto “deportazioni”, poi mai verificatesi. Con l’approvazione della ‘Buona scuola’ si è votato anche un’importante delega al Governo, con cui lo si impegna a predisporre una riforma dell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero.

I risultati della buona politica del PD si vedono nei fatti – nell’occupazione e nel PIL che tornano a crescere; nella repentina diminuzione dello Spread, dopo anni di ansie, anche a livello internazionale; nella diminuzione del deficit pubblico e nel parallelo rispetto dei vincoli di bilancio a livello europeo – anche per questo l’Italia è tornata ad essere un Paese che conta, in Europa e nel mondo. Un Paese che fa silenziosamente la sua parte anche nella lotta contro il terrorismo internazionale – è di pochi giorni fa l’annuncio che invieremo 450 soldati a presidiare la diga più grande dell’Iraq- senza cedere ai proclami da “Guerra santa”.

Per quanto riguarda in particolare noi italiani all’estero le novità importanti di quest’anno sono molte. Innanzitutto, con il passaggio della Legge di stabilità in Parlamento il PD è riuscito non solo a rendere permanente l’esenzione IMU per gli italiani residenti all’estero titolari di pensioni estere, ma a estenderla anche alla TASI. In più, sempre per questa categoria di connazionali nel mondo, la TARI sarà diminuita di due terzi. Inoltre, dopo anni di tagli, e anche grazie a un mio emendamento alla Stabilità,  finalmente tornano a crescere le risorse destinate alla promozione della lingua e cultura nel mondo: quasi quattro milioni e mezzo di euro nel complesso. Una somma non grande ma preziosa, perché grazie a essa sempre maggiori studenti, stranieri e non, potranno avvicinarsi alla nostra cultura. In Stabilità sono stati stanziati poi fondi significativi per rendere più competitive a livello internazionale le nostre università: un segnale che anche a livello nazionale il Governo si muove per svecchiare un sistema universitario che ha pochi mezzi e molte potenzialità.

Il 2015 è stato anche l’anno del rinnovo dei Comites, i Comitati degli italiani all’estero, che dopo anni di scandalosa paralisi sono tornati a nuova vita, spesso arricchiti da nuova linfa come quella rappresentata dagli italiani di nuova emigrazione. Proprio per i Comites, dopo anni di disinteresse, quest’anno in Stabilità abbiamo stanziato nuovi fondi, destinati anche al Cgie, il Consiglio generale degli italiani all’estero, e alle agenzie di stampa per l’estero.

Sul fronte della nostra rete diplomatica, quest’anno c’è da segnalare non solo l’arresto di ulteriori chiusure di sedi di consolati e ambasciate, ma soprattutto la messa a disposizione di risorse, grazie ad un mio emendamento, per difendere le nostre rappresentanze da attentati terroristici, specialmente in quei Paesi che sono più esposti a questa minaccia.

Un’altra buona notizia per i giovani all’estero: alla Camera abbiamo prorogato gli effetti della Legge Controesodo fino al 2017. Non solo: gli aventi diritto potranno scegliere se usufruire delle agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto sull’internazionalizzazione (emanato lo scorso settembre) oppure servirsi di Controesodo. Buone nuove anche per le famiglie: grazie al nostro impegno in qualità di deputati Pd eletti all’estero le detrazioni per familiari a carico sono state estese in via definitiva ai lavoratori all’interno dell’UE e per chi lavora fuori dall’UE per un periodo di tre anni. Le imprese italiane che fanno affari con l’estero potranno contare su un supporto ancora più efficace da parte delle Camere di commercio, dato che grazie ad un nostro emendamento PD alla Camera abbiamo procurato un finanziamento di 500.000 euro per questo settore strategico.

Infine: abbiamo deciso un cospicuo stanziamento di fondi per le minoranze italiane residenti in Slovenia e Croazia e per le nostre comunità istriane, fiumane e dalmate. Anche in questo caso un investimento importante per tenere vivi i legami dei nostri concittadini con la cultura e la storia di quel pezzo d’Italia fuori dai confini nazionali.

Le cose ancora da fare per gli anni a venire non sono poche né semplici. Innanzitutto è necessaria una riforma complessiva del sistema di promozione della lingua e cultura italiana all’estero. Un tema sul quale sono intervenuta negli anni scorsi ma dove ancora non è stata approntata una soluzione di largo respiro, che invece è più urgente che mai.

Un’altra questione che ha bisogno di essere riorganizzata nel suo complesso è quella delle rappresentanze di base. Anche su questo tema c’è bisogno di mettere all’ordine del giorno della maggioranza una riforma organica di Comites e Cgie, in modo da affrontare al meglio le sfide delle nuove emigrazioni.

E poi c’è bisogno di essere sempre più attenti a quelle che sono le esigenze dell’emigrazione di oggi, una realtà sempre più sfaccettata e poliedrica, espressione di un mondo globale, in costante movimento. Ecco che, con un occhio al passato e lo sguardo ottimista rivolto al futuro auguro a tutte le italiane e agli italiani nel mondo buona fine ed un migliore principio. I più sinceri auguri di un 2016 ricco di ogni bene e di tanta serenità.

*deputata Pd eletta nella ripartizione estera Europa, residente in Germania