Italiani all’estero, Berardi (Fi) a ItaliaChiamaItalia: solo Silvio può riunire i moderati

Carmine Berardi è entrato a far parte per la prima volta del Comites di Filadelfia. Figlio di Amato, ex deputato PdL eletto nel Nord e Centro America, Carmine è un giovane forzista che nel corso degli anni è cresciuto stando sempre più a contatto con la politica e con la comunità italiana residente nella sua città.

Berardi junior, intervistato da ItaliaChiamaItalia, si definisce “un giovane italo americano che ama il suo paese di origine, l’Italia”, un italiano all’estero “con un cuore che batte per il centrodestra”. Per uno come lui essere stato eletto nel Comites “è stata una grande soddisfazione”, ci spiega, “un grande onore poter rappresentare la comunità italiana di Filadelfia”. E continua: “All’inizio, in tutta sincerità, non ero convinto della mia candidatura e non nascondo che ho ancora molti dubbi. Il Comites va cambiato, rinnovato. Essendo il più giovane membro del Comites eletto, vedo la mia vittoria un po’ come un piccolo segno di innovazione e spero di poter lavorare con tutti per il bene della comunità. Purtroppo il problema parte anche dall’alto e per questo dovremmo chiedere al Sottosegretario Giro ed ai nostri parlamentari di rivedere la legge riguardante i Comites”.

Quanti sono gli iscritti AIRE nella tua circoscrizione?

La circoscrizione copre 7 stati, circa 17.500 italiani iscritti AIRE.

Gli italiani di Filadelfia di cosa si occupano e in quali settori investono?

Diciamo che la vecchia immigrazione si occupa di un po’ di tutto. Molti sono imprenditori e lavorano dal settore della ristorazione (proprietari di pizzerie, ristoranti, negozi alimentari, ecc.) a quello edile, immobiliare, del vino, concessionarie di automobili ed agenti assicurativi. Alcuni dei loro figli continuano il lavoro di famiglia, molti altri hanno conseguito lauree varie e lavorano come professionisti in diversi settori. Gli italiani dell’immigrazione più recente fanno i ricercatori in vari ospedali e università, lavorano per aziende farmaceutiche o insegnano nelle università. Inoltre Filadelfia ospita una grande azienda italiana come l’Augusta Westland, che contribuisce alla presenza di lavoratori italiani nella città. Recentemente abbiamo assistito all’apertura di un bar, ristorante e gelateria che dopo essere stato distrutto durante il terremoto a L’Aquila ha scelto la città di Filadelfia per ripartire. A breve aprirà anche un altro ristorante toscano. Infine abbiamo anche una camera di commercio auto finanziata che dimostra di essere attiva nel promuovere investimenti tra Italia – USA e viceversa. 

Come consigliere Comites, quali saranno le tue priorità nei confronti della comunità italiana?

I dubbi di cui parlavo prima riguardano proprio questo. La nostra priorità è di migliorare la comunicazione attraverso un sito web, newsletter e pagina Facebook tra gli italiani iscritti all’AIRE, i patronati, le associazioni, il Comites e il consolato. Inoltre, incontrare la comunità per capire le esigenze dei connazionali e organizzare incontri informativi per i vari gruppi di italiani (pensionati, giovani, imprenditori, professionisti…).  Cercare di capire sia dal punto di vista del consolato che dal punto di vista del cittadino come possiamo rafforzare l’ufficio consolare. Vogliamo anche creare una commissione scuola/cultura per favorire l’insegnamento dell’italiano in questa circoscrizione consolare e promuovere delle iniziative per implementarlo.

Punti molto interessanti. E poi?

Tra i vari obiettivi che si siamo posti c’è anche quello di cercare di coinvolgere i giovani nella comunità italiana e migliorare il rapporto tra gli italiani all’estero e la politica Italiana.

Tanti progetti, tante idee. Non sarà facile…

Ribadisco, tutto questo parte anche dall’alto ed è quindi importante avere un riferimento politico che guardi agli interessi degli italiani all’estero, mettendo da parte screzi legati ai vari schieramenti politici.

Un po’ quella che è la visione politica del MAIE di Ricardo Merlo… Tu sei uno dei pochi azzurri che nel mondo ha ottenuto un discreto risultato. Come valuti la situazione di Forza Italia all’estero?

Mi fa molto piacere vedere che finalmente c’è un coordinatore che si occupa di Forza Italia all’estero. Credo che il Senatore Pessina sia un segno di speranza. Solo uniti possiamo vincere all’estero ed è proprio questa via che il Senatore Pessina sta percorrendo, per unire il centrodestra con gente capace, nuova e seria. Spero che si farà una lista unica per le prossime politiche con Forza Italia, CTIM, MAIE e le altre forze politiche di centrodestra. Nelle ultime elezioni politiche il centrodestra era diviso e di conseguenza il Nord America ora non ha un rappresentante di centro destra.

Una battuta su Forza Italia a livello nazionale: Berlusconi dice “sono fuori dalla politica”, Fitto lascia il partito. Sembra che la situazione sia davvero tragica… come commenti?

La mia passione per la politica italiana è nata con Berlusconi. Molte persone come Fitto hanno fatto carriera grazie a lui. Credo che ancora oggi, Berlusconi sia l’unico che possa unire il centrodestra  pur “essendo fuori dalla politica in prima persona” e debba dare spazio ad un futuro leader di centro destra. Secondo me, la situazione si riprenderà dopo le elezioni regionali e se Berlusconi veramente farà da leader, mediatore, e promotore del centro destra, ma lascerà spazio a un candidato eletto con le primarie, ci sarà la possibilità di un centro destra unito e vincente.   

Ti piace l’idea del Partito repubblicano proposto da Berlusconi? 

Da repubblicano in USA posso dire che mi piace molto l’idea e credo che l’Italia abbia bisogno di un partito repubblicano come quello proposto da Berlusconi. La situazione in Italia è molto simile alla situazione di noi italiani all’estero, se il centrodestra non si unisce, continueremo a regalare il Paese alla sinistra.  Non sarà facile, però, perchè nel passato solo Berlusconi con il sua carisma, le sue risorse e la sua popolarità è riuscito a unire i moderati Italiani. 

Twitter @rickyfilosa