Italiani all’estero, a Las Vegas l’auto italiana senza pilota – di Roberto Zanni

Se la ‘Google Car’ è stata la prima, la Nissan è pronta al sorpasso. Entro il 2020 infatti la casa automobilistica giapponese metterà in vendita l’auto che non ha bisogno del pilota; e non è tutto, perchè lo farà senza consultarsi con chi ha lanciato questa mania. Come farà la Nissan? Semplice, utilizzerà propri ingegneri e farà ricorso all’aiuto e ai consigli di grandi atenei, a cominciare da quelli americani come il MIT di Boston, poi Stanford, poi ancora Oxford, Carnegie Mellon e la University of Tokyo. La corsa all’auto senza pilota è insomma già cominciata e gli esperimenti della Google pare siano stati superati, o almeno c’è questa voglia da parte del colosso giapponese. Mentre Ford, Toyota e GM stanno già sviluppando tecnologie per aiutare il conducente a sterzare, accelerare e frenare senza troppa interazione, Nissan si è trasformata nella prima casa automobilistica a entrare in diretta concorrenza con Google, per la realizzazione di una macchina autonoma da mettere poi sul mercato.

C’è già anche una stima, di massima, su quello che sarà il prezzo di una car senza pilota: circa 1.000 dollari in più del prezzo di un’auto di lusso. Insomma abbordabile, ma poi nemmeno troppo. Ma i problemi non sono certo solo esclusivamente nel prezzo, ben altri sono gli ostacoli da superare, a cominciare dalle infrastrutture che se gli esperti dicono che non siano adatte a un’auto del genere negli Stati Uniti, figuriamoci in Europa o in Italia. Certo, si è sottolineato, è strano il fatto che la Nissan, almeno per ora non stia cercando una collaborazione con Google. Ma in attesa del 2020, che poi non appare così lontano, anche per i progressi messi in mostra da queste auto che non necessitano di conducente, si stanno propagando, un po’ in tutto il mondo, i progetti che vogliono trasformare le nostre strade in corsie per robot.

A Las Vegas, fino alla conclusione della settimana, si svolge il 2013 IEEE 78th Vehicular Technology Conference, convegno semiannuale, che nelle sale futuristiche dell’Encore at Wynn, farà incontrare coloro i quali stanno lavorando a questo progetto che solo fino a un paio di anni fa poteva sembrare assolutamente da film di fantascienza. Radunati a Las Vegas ci sono infatti accademici, ma anche rappresentanti di governi e dell’industria, riuniti per discutere e scambiare opinioni e idee nel campo della tecnologia che comprende anche quella veicolare. Esperti di caratura mondiale, ma ci saranno anche esercitazioni tecniche e sessioni di applicazione pratica della teoria della guida senza conducente. C’è tutto a Las Vegas e in questo convegno davvero futuribile, non manca la partecipazione italiana. Non ci sono infatti solo Google o Nissan, ma nella pattuglia di coloro i quali vogliono una macchina senza pilota, ci sono anche tecnici italiani. Il progetto tricolore, che si chiama ‘Proud 2013’, è infatti il frutto del lavoro svolto all’Università di Parma che è diventato realtà nello scorso luglio, quando per la prima volta al mondo un’auto senza nessuno al volante, ha percorso le nostre strade in un contesto di traffico reale. L’innovativa automobile si chiama BRAiVE ed è stata messa a punto da VisLab (Artificial Vision and Intelligent Systems Laboratory) dell’Università di Parma, Dipartimento di Ingegneria e Informazioni in collaborazione con il DISS, Centro Universitario di Ricerca Avanzata per la Sicurezza Stradale. Non si tratta comunque del primo esempio di un veicolo intelligente realizzato da VisLab che anzi ha in programma una nuova generazione di auto che non necessitano di pilota, anche queste capace di riconoscere la strada grazie a sensori che rilevano l’ambiente circostante. Ecco allora che il team del professor Broggi è arrivato a Las Vegas per confrontarsi con le diverse realtà che si stanno ogni giorno sempre di più interessando di questo nuovo segmento  dell’automobile al quale vuole partecipare attivamente anche la GM che, in risposta si può dire, a quanto promesso dalla Nissan, ha reso noto proprio lunedì che entro il 2020 (stesso anno dei giapponesi) metterà sul mercato un’auto in grado di fare quasi tutto da sola con un sistema chiamato ‘Super Cruise’, utilizzando radar e telecamere per sterzare, tenere l’auto in linea nelle corsie stradali, mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che precede e frenare, fino a fermare completamente l’auto, se necessario.