Imu italiani nel mondo, l’inutilità degli eletti all’estero – di Gerardo Petta e Mario Pingitore

Caro direttore,

     i parlamentari eletti nella Circoscrizione estero (nessuno escluso) continuano a prendere in giro la comunità italiana che li ha votati. Infatti durante la presentazione dei loro programmi politici, alle ultime elezioni di febbraio, si erano tutti espressi a favore di una cancellazione parziale o totale dell’IMU e a difesa dei Corsi di lingua e cultura italiana. Per quanto riguarda la tassa sugli immobili (IMU) non è successo proprio niente, nel senso che le case degli italiani all’estero continuano a essere considerate abitazioni secondarie. Un’assurdità e un’ingiustizia! Invece, per quanto riguarda i Corsi di lingua e cultura italiana, tutti ne parlano, ma nessuno cerca di riformare una normativa vecchia ormai di 42 anni (Legge n.° 153  del 1971). D’altra parte cosa potevamo aspettarci da questi 18 parlamentari mandati allo sbaraglio nel Parlamento italiano? Forse sarebbe stato meglio mandarli al programma televisivo ”La Corrida”.

Ad onor di cronaca, ricordiamo anche che in 7 anni questi 18 parlamentari hanno prodotto una legge sola: la legge Fedi. Siamo messi proprio male!

Il 17 giugno scorso scadeva il termine per pagare la tassa sulla seconda casa e noi da bravi cittadini che ci troviamo fuori dai confini italiani, abbiamo dovuto pagarla senza fiatare, in quanto i nostri “bravi” politici eletti all’estero non sono riusciti a far annullare una tassa ingiusta e di una discriminazione intollerabile. Eppure tutti i parlamentari eletti all’estero fanno parte della maggioranza che governa l’Italia! E allora perché non si sono dati da fare per includere anche gli immobili degli italiani residenti all’estero nell’esenzione della prima casa? Non erano questi gli impegni presi con l’elettorato prima del voto? Si sono proprio comportati da incapaci, ipocriti e soprattutto indegni di rappresentarci.

Di conseguenza si è dimostrato di nuovo inutile il voto all’estero che  andrebbe abolito, soprattutto per come è strutturato. Gli italiani residenti all’estero dovrebbero votare per corrispondenza solo per il collegio elettorale del comune italiano dove sono iscritti. È un particolare più volte sottolineato in precedenti articoli, ma a nessuno interessa cambiare la suddetta legge elettorale, perché ormai tutti i partiti vedono un’eventuale elezione al Parlamento italiano come un’occasione da non perdere per i propri interessi personali ed economici.

La politica purtroppo si è  ridotta  a un  “business”, invece dovrebbe essere un servizio reso alla propria nazione, soprattutto in questo momento difficile e preoccupante per il futuro dei giovani, ma anche dei padri di famiglia rimasti senza lavoro. Questo è il vero dramma! Per i suddetti motivi diciamo che questi indegni politici meriterebbero di essere presi a calci nel sedere (in senso costruttivo però), così forse si sveglierebbero un po’.

All’estero infine non abbiamo bisogno nemmeno dei Comites e del  CGIE,  che sono diventati solo dei  “carrozzoni“ da rottamare il più presto possibile. In passato almeno i Comites hanno svolto un compito importante nei rapporti con le rappresentanze diplomatiche, oggi invece cercano di sfruttare questo ruolo come trampolino di lancio alle elezioni politiche, per entrare in una lista dei vari partiti della Circoscrizione estero. D’altra parte se andate a leggere i nomi di questi rappresentanti del Comites e del CGIE degli ultimi 20 anni vi accorgerete che nella stragrande maggioranza sono sempre gli stessi. Non ne possiamo più di questi personaggi inutili! Sarebbe, pertanto, opportuno smantellare queste organizzazioni politiche della comunità italiana all’estero, perché ormai superate dai tempi e poi, tra l’altro, costano denaro che si potrebbe invece investire per esempio nei Corsi di lingua e cultura italiana. Oppure in strutture per gli italiani che hanno deciso di trascorrere nei paesi dove sono emigrati da tanti anni il loro futuro, anche dopo il pensionamento, ma spesso non hanno sempre un centro adatto per incontrarsi, discutere e farsi una partita a carte. Purtroppo i nostri parlamentari dormono!

Attraverso articoli e commenti proviamo a fare alzare il posteriore a questi politici eletti all’estero, affinchè si diano da fare all’interno dei loro partiti, affinché la tassa sugli immobili degli italiani residenti all’estero venga immediatamente cancellata. Altrimenti non riusciamo a capire il motivo della loro presenza all’interno del Parlamento.

La pazienza, cari politici, ha oltrepassato da tempo il limite della sopportazione nei vostri confronti. Di conseguenza  cercate di mantenere fede agli impegni presi durante la campagna elettorale, perché non vorremmo in  nessun modo, in autunno, dover pagare anche la seconda rata dell’IMU. Sarebbe un’ulteriore beffa che non meritiamo, ma soprattutto potrebbe essere un importante segnale di ottimismo psicologico per il futuro dell’Italia e degli italiani.