Immigrati, PdL contro Kyenge: crea disordine, Bossi Fini non si tocca

Maurizio Gasparri, esponente di punta del Popolo della Libertà e vicepresidente del Senato, ha criticato le dichiarazioni del ministro Cecile Kyenge in tema di immigrazione. "La Kyenge un giorno alimenta la demagogia delle frontiere aperte e della cittadinanza facile a chiunque e un giorno ammette tardivamente elementari verità che fa fatica ad accettare. E’ ovvio – continua Gasparri – che l’emergenza profughi non puo’ ricadere solo sull’Italia e l’intero governo deve richiamare l’Europa ai propri doveri. La Kyenge ha per fortuna poteri inesistenti, ma crea disordine entrando in competenze altrui". Secondo l’azzurro, "l’Italia non puo’ diventare l’approdo di ogni disperazione e l’emergenza di questa fase impone maggiore severità e capacità di coinvolgere l’Europa. Se ne occupi il vertice del governo. Altri – conclude Gasparri – usano l’incarico marginale solo per una dannosa propaganda di parte".

Sul tema si fa sentire anche Fabrizio Cicchitto, PdL, già presidente dei deputati azzurri e in questa legislatura presidente della commissione esteri della Camera: “Guai agli eccessi di semplicismo, di ideologismo e alle fughe in avanti, specie se tutto cio’ si esercita su un tema cosi delicato qual e’ quello dell’immigrazione. Il ministro Kyenge non puo’ dire: ‘La Terra e’ di tutti’, quasi che purtroppo o fortunatamente non esistano gli Stati, le cittadinanze, le nazionalità, le economie". “Ora la cosa piu’ autolesionista che possiamo fare – aggiunge Cicchitto – in un momento in cui molti Paesi del Mediterraneo sono in una situazione di emergenza, e’ da un lato proclamare di volere smantellare la Bossi Fini e dall’altro lato invocare un appoggio dell’Europa tutt’altro che certo anzi del tutto problematico. Gia’ oggi l’Italia e’ nell’occhio del ciclone e mandare messaggi sbagliati, al di là della stessa persistenza o modifica della legge Bossi Fini, rischierebbe di farci diventare ancora di più il ventre molle dell’Europa".