Immigrati, la legge Bossi-Fini non si tocca! – di Antonio Gabriele Fucilone

Caro direttore,

           sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nel suo editoriale intitolato "Immigrati, abolire la Bossi-Fini? Potremmo pentircene amaramente". In primo luogo, il problema dell’immigrazione è europeo. L’Europa (e non solo l’Italia) deve farsi carico del problema dell’immigrazione clandestina. Essa non può liquidare questo problema come un problema italiano. L’Italia fa parte dell’Europa. Anzi, possiamo dire che l’Italia è la frontiera dell’Europa. Se salta l’Italia salta il Vecchio Continente. In secondo luogo, se si abolisse la legge "Bossi-Fini" gli immigrati clandestini verrebbero a migliaia. I costi dell’immigrazione clandestina sono pari ad un miliardo e seicentomila euro. In un Paese come il nostro, in cui c’è una disoccupazione che supera l’11% e più del 40% dei giovani è senza lavoro, in cui gli stipendi sono bassi e in cui non si investe, per la giustizia che non funziona, le troppe tasse, la burocrazia prolissa, l’energia elettrica che costa troppo e la carenza di infrastrutture, un’ondata di persone che arriva dai Paesi africani ed asiatici  rischia di diventare una "bomba sociale" pronta ad esplodere.

Un immigrato clandestino, proprio perché è clandestino, non ha diritto ad avere una casa né un lavoro regolare. Quindi, per vivere, dovrà ricorrere ad espedienti o, peggio, finire nella manovalanza della criminalità. Vi è anche un problema di ordine sanitario. Gli immigrati clandestini non sono controllati. Quindi, essi possono portare a noi quelle malattie che noi abbiamo debellato ma che nei loro Paesi sono presenti. Qui, in Provincia di Mantova, per esempio, si sta diffondendo la febbre del Nilo. Anche per questo eliminare la legge "Bossi-Fini" sarebbe un errore madornale.