Immigrati, il fallimento di Mare Nostrum – di Marco Zacchera

Arrivano a migliaia, vengono spesso intercettati dalla malavita e allora spariscono come un fiume carsico, oppure affollano i centri di prima accoglienza e vengono smistati in tutta Italia, sbandati, senza un futuro, una prospettiva, una chiarezza sul loro “status”. Il fallimento della operazione “Mare Nostrum” confonde il doveroso soccorso e la prima accoglienza a chi scappa dal proprio paese incalzato dalla guerra o dalle discriminazioni con una infinita schiera di profughi abbagliati da un’Europa che appare come la speranza e che invece spesso non lo è.

E’ assurdo, ingiusto, infame non regolare l’immigrazione trasformando l’emergenza in quotidianità e creando migliaia di altri disperati al di qua del mare, a volte trattati peggio che in patria. Ma perché si insiste a chiudere gli occhi, a disinteressarsi delle conseguenze? Cosa aspetta il governo Renzi a bloccare alla partenza i viaggi della speranza selezionando e contingentando gli arrivi, bloccando il disastroso “liberi tutti” che – a pagamento! – è la spinta propulsiva del traffico di carne umana?

Anche perché “Mare Nostrum” doveva rispondere a situazioni esplosive e di guerra, mentre le cifre parlano chiaro: su oltre 13.000 eritrei sbarcati dal 1 gennaio 2014 al 31 maggio 2014 solo 190 (centonovanta!) hanno chiesto asilo politico e su 6.620 siriani le richieste di asilo sono state 170 (centosettanta!). Gli altri? Gli altri NON sono in emergenza politica né perseguitati e non avrebbero i titoli per essere accolti.

Inoltre, molto spesso i profughi non viaggiano su fatiscenti barconi alla deriva, ma resi tali perché vengono soccorsi e scortati in Italia (pur trovandosi ben lontani dalle nostre coste) non appena lo scafista di turno lancia l’SOS e sparisce tornando indietro con un motoscafo al punto di partenza in attesa di imbarcare – da buon criminale – il suo prossimo viaggio.