Immigrati, Angela Merkel si sveglia: servono regole comuni europee

Per il 14 settembre è confermato il vertice straordinario della Ue. L’emergenza però è emergenza, con i migranti che continuano a spingere sui confini europei giorno dopo giorno, e allora l’Unione Europa, per bocca del vicepresidente della Commissione Franz Timmermans, ha annunciato oggi che l’Ue metterà disposizione della Francia altri 5,2 milioni di euro per gestire l’emergenza. Lo ha fatto, il belga, al termine del sopralluogo effettuato a Calais, dove nelle scorse settimane si sono registrate giornate di fuoco sul fronte migranti.

"Serve andare rapidamente verso regole europee comuni sulla richiesta d’asilo, sapendo che solidarietà e responsabilità sono principi indissolubili – ha detto Timmermans – E’ necessario accelerare le procedure di registrazione e creare un sistema d’asilo europeo, senza lasciare la porta aperta a xenofobia e populismo. La filosofia del ‘ciascuno per se stesso’ non ha mai portato a risultati positivi", ha aggiunto Timmermans.

E anche la cancelliera tedesca Angela Merkel da Berlino è tornate a battere sul tasto dell’azione comune: "O un’equa suddivisione dei rifugiati, allora è naturale che si dovrà sollevare la questione di Schengen, e non lo vogliamo. Se l’Europa fallisse sulla questione dei rifugiati, se si rompesse il legame con i diritti civili universali, non ci sarebbe più l’Europa che abbiamo voluto. L’ Europa deve muoversi, gli Stati membri devono condividere la responsabilità dei rifugiati richiedenti asilo".

Secondo il primo ministro francese Manuel Valls "troppi Paesi si stanno rifiutando di fare la loro parte, in modo inaccettabile e contrario allo spirito europeo". Chiaro il riferimento all’Ungheria, reso ben più esplicito dal ministro degli Esteri di Parigi, Laurent Fabius, che invece ha definito "scandaloso l’atteggiamento di alcuni Paesi dell’Est" provocando la reazione di Budapest: "Invece di esprimere giudizi scioccanti e senza fondamento, bisognerebbe concentrarsi sul cercare soluzioni comuni per l’Europa". L’Ungheria, che ha eretto un muro di filo spinato lungo i propri confini, ha fermato secondo i dati della polizia circa 9mila migranti che si preparavano a entrare attraverso la Serbia solamente negli ultimi tre giorni.