Siccome in tv fanno cosi’, ci hanno provato pure loro. Tre ragazzini di Pontassieve, un quieto borgo a un tiro di schioppo da Firenze, dopo aver visto il film ‘Il Camorrista’ di Giuseppe Tornatore, hanno chiesto il pizzo a un commerciante del paese, lasciandogli un biglietto: ‘Noi vi garantiamo sicurezza per voi e per le vostre famiglie, una polizza a vita che vi consigliamo di non rifiutare’. Quello che i baby-boss non hanno copiato dai malavitosi e’ stata la riservatezza: nei giorni successivi hanno cominciato a vantarsi dell’impresa con gli amici, lasciando cosi’ piu’ di una traccia ai carabinieri. Nel frattempo, pero’, in paese si stava diffondendo il timore dell’arrivo in zona di una banda di criminali ricattatori.
La frase del messaggio minatorio e’ copiata pari pari da una scena della pellicola di Tornatore. Il testo, scritto col computer su un foglio A4 e firmato ‘Santo Protettore’, e’ stato recapitato al commerciante il 5 marzo scorso. Uno dei minorenni, col volto coperto da uno scaldacollo per moto, e’ entrato nel negozio e lo ha consegnato alla cassiera. In quel momento, dentro il locale c’erano anche i suoi complici, che si fingevano clienti. Il gruppo e’ stato cosi’ immortalato dalle telecamere di sorveglianza. Nei giorni seguenti, i tre, studenti delle scuole della zona, affascinati da alcuni racconti sulla camorra trovati su internet, hanno parlato con gli amici, spiegando di aver intenzione di ritornare nel negozio per riscuotere il pizzo.
Intanto, tra i commercianti del paese si stava diffondendo la voce della presenza di un gruppo criminale che chiedeva denaro in cambio di protezione. D’altronde, il tono del messaggio lasciato dai camorristi in erba era chiaro: ‘Ogni mese passeranno i nostri incaricati che si presenteranno a nome della Grande Famiglia Santa, che voi dovete benedire con un’offerta spontanea’. Poi seguivano le minacce: ‘Ogni offerta che non viene data con il cuore, o che viene data in ritardo, o peggio ancora facendo la spia, fa male al Santo, ma ancor piu’ al peccatore’. Il negoziante, impaurito, si e’ rivolto si carabinieri, che in poco tempo sono risaliti ai tre ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, tutti di Pontassieve e Pelago, denunciandoli per tentata estorsione. Su mandato della procura dei minorenni di Firenze, i militari hanno perquisito le abitazioni dei tre, sequestrando nove fogli identici a quello consegnato al negoziante di Pontassieve. I militari non escludono che stessero progettando di consegnarli ad altri commercianti. Insomma, bravata o no, i baby boss pensavano in grande.





























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