Emma Bonino, il 21 dicembre scorso, ha effettuato in Iran la prima visita di un ministro degli Esteri occidentale dopo la firma dell’accordo nucleare tra Teheran e le potenze del gruppo 5+1, ma è stata oggetto di un fatto increscioso tra il silenzio dei media nostrani che solo un giornale israeliano ha rivelato. Questo è un altro fatto vergognoso perpetrato dai nostri rappresentanti all’estero: un ministro italiano va in una riunione ufficiale in un paese arabo e le viene impedito di scendere dall’aereo all’aeroporto di Teheran, perché non indossa un velo che le copra il capo. E questo Ministro, già a suo tempo campione dei diritti civile delle donne, ripeto: in missione ufficiale come rappresentante dello Stato sovrano italiano, cosa fa? Invece di tornarsene a casa con tutta la propria delegazione, denunciando il fatto al mondo intero e mandando a monte tutte le trattative in corso (qualsiasi fossero) con uno Stato che non rispetta neanche il basilare diritto del singolo individuo – di altra etnia – di vestirsi nel modo più personale possibile, si copre la testa e passa sotto l’infame gogna del ricatto.
Se questo è uno Stato che non si fa rispettare neanche su queste questioni fondamentali, vuol dire che ci meritiamo che tutti gli altri Stati (dal più piccolo del centro Africa al più lontano e sconosciuto), ci tirino addosso secchiate di merda quando e nelle modalità che vogliono!
Il Governo italiano non conosce la parola DIGNITA’ e non sa che questa è la parola chiave che governa il mondo! Chi ce l’ha si fa rispettare, chi l’ha persa merita tutto. E poi ci domandiamo perché i marò sono ancora in India…
































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