Il Pd e la questione giustizia – di Marco Zacchera

Non passa giorno che un esponente del Pd non finisca nel fango per guai giudiziari, eppure sostengo che il Pd non sia peggio degli altri ma – come giustamente ha sottolineato Orfini – oggi è un partito di potere (meglio IL partito del potere) e quindi attrae anche gente poco seria e – quando non l’ha già in casa – se la va a cercare, vedi Verdini & C.

Anche per questo alcune logiche renziane sembrano assurde: il governo si lamenta per il ritardo dei processi e poi allunga i termini della prescrizione, di fatto rallentandoli.

Non può comunque il Pd lamentarsi troppo e soprattutto insistere contro i magistrati “cattivi”, visto che la gran parte delle toghe sono politicamente molto vicine al partito di Renzi.

Ridicolo poi sostenere che i magistrati non debbano insistere per il NO al prossimo referendum quando proprio 50 giudici costituzionali (tra i quali ben 11 ex presidenti della Corte Costituzionale) hanno pubblicamente sottolineato – debitamente censurati, perché giornali e TV ne hanno parlato pochissimo – come la nuova riforma voluta da Renzi sia inapplicabile e in molte parti contraddittoria.

VOTARE NO AL PROSSIMO REFERENDUM E COSTITUIRE COMITATI PER IL NO IN TUTTA ITALIA CREDO DEBBA ESSERE L’OBIETTIVO NON DI TUTTI GLI “ANTI RENZI” (perché una Costituzione deve durare decenni indipendentemente da chi comanda) MA DI TUTTE LE PERSONE DI BUON SENSO.