Il buon vino novello

Oggi il novello in Italia sembra quasi in via di estinzione. Da un picco remoto di 17 milioni di bottiglie si è precipitati via via fino a 2 soli milioni

“Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere”. (Omero)

“Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo”. (Pindaro)

“C’è saggezza nel vino”. (Jack Kerouac)

“Un buon vino è come un buon film: dura un istante e ti lascia in bocca un sapore di gloria; è nuovo ad ogni sorso e, come avviene con i film, nasce e rinasce in ogni assaggiatore”. (Federico Fellini)

“Il vino sa rivestire il più sordido tugurio d’un lusso miracoloso e innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore, come un tramonto in un cielo annuvolato”. (Charles Baudelaire)

CIAO NOVELLO

Un po’ mi dispiace, ma sono molto lontani i tempi del suo trionfale avvento, il buon vino novello è in piena decadenza. Pochi sanno che il vino novello non é più di moda. A me piace molto, ma non sono un enologo e perciò ho fatto una ricerchina. Eccola.

IL MITICO BEAUJOLAIS NOUVEAU

Un vino novello (in francese: vin primeur o nouveau) è ottenuto tramite la tecnica della macerazione carbonica e venduto nello stesso anno della vendemmia da cui proviene. Un popolare esempio di vino novello è il francese Beaujolais nouveau. Caratteristiche? Il novello si distingue per i sentori fruttati, morbidezza e armonia di gusto. Normalmente con livelli tannici molto bassi, è subito pronto da bere, privo della struttura necessaria per l’invecchiamento.

VINO NUOVO E VINO NOVELLO

È un errore confondere il vino nuovo con il vino novello: sono prodotti distinti, perché ottenuti con tecniche di vinificazione diverse. Per il novello si prevede l’immissione di grappoli di uva interi, per un tempo breve, in un contenitore ermeticamente chiuso in cui viene immessa anidride carbonica. Per l’assenza di ossigeno si verifica un processo che trasforma gli zuccheri in alcol.

IN ITALIA, A METÀ DEGLI ANNI 70

L’uva non viene inizialmente pigiata, ma lasciata a macerare per qualche giorno a una temperatura intorno ai 30°. La produzione in Italia è iniziata a metà degli anni ’70, dopo che in Francia, considerata la madre dei novelli, i vignaioli misero sul mercato il Beaoujolais nouveau, per rilanciare il loro vino prodotto con uve meno pregiate della Borgogna.

IN VIA DI ESTINZIONE, PERÒ…

Oggi il novello in Italia sembra quasi in via di estinzione. Da un picco remoto di 17 milioni di bottiglie si è precipitati via via fino a 2 soli milioni, nel 2018. Era dunque solo una moda? Sembra proprio di sì, però a me dispiace, e mentre scrivo mi è venuta voglia. Qualcuno mi consiglia una buona bottiglia italiana? C’è tempo: da fine ottobre il novello si può bere per sei mesi.