Governo, Zanonato: ‘Destinazione Italia’ è opportunità per sviluppo

"Stiamo lavorando con il piano Destinazione Italia per valorizzare meglio le enormi opportunità che ci sono offerte dalla cultura, dal turismo, dall’innovazione, dal rilancio dell’industria manifatturiera". Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato in una intervista al Messaggero. E aggiunge: "Il governo, su proposta del ministro Giovannini, ha già approvato un primo pacchetto di misure per facilitare, dal punto di vista fiscale, le assunzioni di giovani disoccupati, e lo stesso presidente Letta si è impegnato a usare i proventi della spending review per ridurre ulteriormente il cuneo fiscale. La nuova disciplina sulle start up sta contribuendo a generare occupazione. Occorre certamente fare di più. Fra le priorità evidenziate nel Piano Destinazione Italia sottolineo quella di semplificare il nostro quadro normativo in materia di lavoro, ad esempio scrivendo al più presto un Testo Unico semplificato, per renderlo più chiaro e intelleggibile agli investitori internazionali".

"Occorre poi – prosegue – potenziare l’apprendistato e riformare le nostre politiche attive, aiutando meglio i nostri giovani a trovare un lavoro o un percorso formativo attraverso lo strumento delle ‘Garanzia giovani’ e mettere mano alle politiche per facilitare la ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in cassa integrazione o in mobilità". Inoltre "nel Dl Destinazione Italia approvato venerdì scorso ci sono misure utili al rilancio dell’economia, come il credito di imposta per gli investimenti in innovazione e ricerca. Tuttavia, la strada da fare perché le imprese tornino stabilmente ad assumere è ancora lunga. Dobbiamo consentire alle nostre aziende di giocarsela alla pari con i propri competitor europei, abbassando i costi dell’energia, migliorando le infrastrutture, continuando a facilitare l’accesso al credito e aumentando la liquidità, favorendo la digitalizzazione delle piccole imprese".

Secondo il ministro "una delle cose più difficili da spiegare non è solo che il governo deve fare proposte realistiche ma che deve anche attuarle passo dopo passo. Faccio un esempio: con il vecchio decreto Fare/1 abbiamo rifinanziato la Legge Sabatini , ma poi abbiamo dovuto varare il decreto attuativo, farlo firmare dal Tesoro e poi farlo registrare dalla Corte dei Conti. Capisco, non è eccitante, ma senza questo lavoro tutto rimane allo stato di chiacchiera".

"Renzi ha dimostrato che esiste una sintonia con il governo sia pure da una posizione di stimolo e di incitamento. A me è piaciuto molto quando ha insistito sul fatto che bisogna far leva sui grandi asset del nostro Paese per attrarre investimenti anche dall’estero. Abbiamo molti problemi ma dobbiamo essere positivi". E del pacchetto lavoro annunciato a breve dal segretario del Pd dice: "E’ importante che le riforme che Renzi intende sviluppare siano fatte d’intesa con il movimento dei lavoratori e non in atteggiamento di rottura con i sindacati. Non a caso Renzi si è incontrato con Landini. Detto questo condivido il ragionamento generale: in Italia c’è una massa enorme di persone, stiamo parlando di 7 forse anche 8 milioni di cittadini, che non trova lavoro o che, scoraggiato, ha smesso persino di cercarlo, oppure da lavoratore part time o lavoratore precario vorrebbe lavorare di più e meglio. E dunque a queste persone bisogna ridare speranza e contemporaneamente trovare una adeguata protezione. E’ fondamentale non dividere il mondo del lavoro".