Governo, Renzi sbotta: non voglio far cadere Letta

Matteo Renzi, nella sua periodica newsletter riservata a iscritti e militanti, a proposito della vicenda kazaka, ritiene che sia “triste” e “ridicolo” poter pensare che lui voglia “pugnalare” il presidente del Consiglio, Enrico Letta, usando i fatti degli ultimi giorni che riguardano il caso Shalabayeva. Niente di più falso, commenta il sindaco di Firenze, che scrive: “Da qualche ora le redazioni dei giornali sono invase da agenzie di stampa di parlamentari del Pdl e di qualche statista del Pd che continuano a spiegare come la mozione di sfiducia contro Angelino Alfano, presentata da Cinque stelle e Sel in Senato sia una mossa del perfido Renzi per ‘pugnalare il Governo Letta’, secondo la linea autorevolmente indicata stamattina dal quotidiano Il Giornale. Sono dichiarazioni fotocopia che potrebbero far ridere se non fossero legate a una vicenda triste". ”Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il Governo. Ma la realta’ dei fatti – sottolinea il leader dei rottamatori – e’ che io non ho alcun interesse a far saltare il Governo Letta”.

Renzi si dice “umiliato” da cittadino “dall’atteggiamento che larga parte della classe dirigente del PDL e del PD ha avuto, cercando di usare questa vicenda per attaccare me".

Matteo Renzi che dunque se la prende anche con una parte del suo stesso partito, e’ un fiume in piena, e per ulteriori dettagli rimanda all’intervista di domani, giovedì 18 luglio, su La7. Nel frattempo, ribadisce che lui non vuole affatto la fine anticipata dell’attuale esecutivo: “e il bello e’ che lo sanno tutti!”, sostiene. “C’e’ una ragione ideale, per me: faccio il tifo per il mio Paese, non spero nel disastro. Sempre. Ma se non credete agli ideali, credete alla convenienza, perche’ – osserva ancora – c’e’ una ragione persino utilitaristica, per cui non ho alcun interesse a far cadere il governo, specie adesso".

Il primo cittadino del capoluogo toscano è convinto che nei palazzi romani non ci sia “proprio nessuno che voglia tornare alle elezioni, nemmeno tra i parlamentari delle minoranze”. Insomma, secondo Renzi, anche se Letta dovesse cadere, non si tornerebbe alle urne. Perché in troppi, a Roma, sono comodamente seduti su una bella poltrona. Che non hanno alcuna intenzione di mollare. E comunque, se davvero l’attuale premier dovesse cadere, e se si formasse un nuovo governo, “non sarei io candidabile – sottolinea Renzi -, avendo piu’ volte detto che se andro’ a Palazzo Chigi un giorno, ci andro’ forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo. Dunque, di che cosa stiamo parlando?". Pare che Matteo voglia rispettare la parola data: punterà a Palazzo Chigi solo quando arriverà il momento giusto. Intanto, tesse relazioni importanti – anche a livello internazionale –, cresce nei sondaggi – continua ad essere il leader più amato dagli italiani – e lavora sulla sua immagine. E’ giovane, la situazione italiana è incasinatissima: il sindaco può aspettare ancora un po’.