Governo, Pannella raggiante per nomina Bonino: ‘Emma avrà linea europeista e spinelliana’

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Marco Pannella e’ raggiante per la nomina di Emma Bonino alla Farnesina. Piu’ prudente e piu’ istituzionale il neo ministro degli Esteri, che si gode il trionfo odierno nella sua abitazione romana: "Non faro’ dichiarazioni fino al giuramento di domani. Oggi e’ la giornata di Enrico Letta". 

Pannella e Bonino. Bonino e Pannella. Una coppia inossidabile che ha guidato il Partito Radicale negli ultimi decenni in molteplici battaglie, alcune delle quali hanno cambiato il Paese. Nelle votazioni per il Quirinale il Psi ha fatto confluire i propri voti proprio su Emma, visto che i radicali in questa legislatura non sono presenti in Parlamento.

Alla domanda se sia vero che Pannella abbia avuto in questi giorni un incontro anche con Papa Francesco, Pannella replica: "Da sempre abbiamo un dialogo profondo con il mondo cattolico, anche con quello ufficiale". "Bonino – spiega Pannella – e’ un ministro politico del partito radicale, che guidera’ la politica estera italiana all’insegna della non violenza. Avra’ una linea fortemente europeista e spinelliana". "Emma fu commissario alla pesca. Nelle isole Baleari le hanno dedicato due vie. Emma ha sempre parlato al popolo, nel totale e colpevole silenzio dei media e delle tv. Ha parlato al popolo anche in Medio Oriente e in Afghanistan. Se Bush e Blair ci avessero dato retta, non ci sarebbe stata l’invasione dell’Iraq e Saddam Hussein vivrebbe ora in esilio, con i buoni uffici della Lega araba".

“Emma Bonino – prosegue Pannella – e’ la donna giusta contro i pruriti e i disturbi di stomaco di chi vuole tornare al nazionalismo, a un’Europa delle patrie. Emma Bonino raggiunge la Farnesina nonostante l’ostracismo dei media e delle televisioni. Emma ha vinto perche’ ha con se’ la forza del popolo".

Pannella e’ un fiume in piena: "E’ interessante vedere le reazioni dei media internazionali. Emma ministro degli Esteri e’ sempre il sottotitolo principale dopo il nome di Enrico Letta". Per Pannella i radicali "devono rendere omaggio al coraggio politico e intellettuale del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio che hanno fatto questa scelta, nonostante il terrore e la vilta’ della partitocrazia italiana".