Governo Letta, un esecutivo giovane e rosa: basterà? – di Ricky Filosa

25/04/2013 Roma, consultazioni con i partiti del presidente incaricato di formare il governo. Nella foto Enrico Letta

Finalmente ce l’hanno fatta a mettere in piedi un esecutivo per questa XVII legislatura che ha dovuto attendere due mesi per la formazione di un governo. Certo, fra i ministri del nuovo esecutivo alcuni nomi andrebbero spiegati. E, confessiamo la nostra ignoranza, qualcuno abbiamo dovuto cercarlo su Google per capire chi fosse e cosa avesse fatto. Detto questo, è giusto celebrare in ogni caso la nascita di un governo più giovane del solito, più “rosa” che mai – su 21 ministri, 7 sono donne – e anche aperto a nuove culture, visto che alle Pari opportunità c’è Iosefa Idem, una donna di origine tedesca, e al ministero senza portafoglio dell’Integrazione Cecil Kyenge, prima persona di colore nella storia della Repubblica Italiana a fare parte di un governo.

Contentissimo Marco Pannella, leader dei Radicali, per la nomina di Emma Bonino al ministero degli Esteri. Contento anche il nostro Andrea Verde – chi segue da tempo ItaliaChiamaItalia lo conosce bene e lo apprezza -, connazionale residente a Parigi, radicale da sempre e molto vicino a quel mondo politico. Nei prossimi giorni chiederemo proprio a Verde di darci una sua opinione su Bonino alla Farnesina (il commento di Verde è già arrivato: eccolo L’OPINIONE Italiani all’estero, Andrea Verde: Bonino alla Farnesina? Persona giusta al posto giusto).

Giovani ministri, dicevamo. C’è Nunzia De Girolamo, c’è Beatrice Lorenzin, c’è Maurizio Lupi, c’è Dario Franceschini: insomma, un governo che come età media dei suoi componenti non ci dispiace affatto. Certo, la giovane età non basta: aspettiamo di vederli tutti all’opera per poterli giudicare.

Non c’è il ministro degli italiani nel mondo: e a noi, che ci occupiamo di italiani all’estero tutti i giorni, dispiace davvero. Vedremo se ai connazionali oltre confine verrà assegnato almeno un viceministro o un sottosegretario.

Certo è che Letta ce l’ha fatta, ha usato le sue doti di grande tessitore e ha raggiunto l’obiettivo. Quanto durerà? Speriamo almeno il tempo per portare a casa i risultati: misure contro la crisi, riforme della politica e istituzionali. C’è bisogno almeno di un anno per lavorarci bene. L’esecutivo che nasce dovrà essere capace di dialogare al suo interno e di raccogliere le istanze di cambiamento e di superamento della precarietà che sono necessarie e urgenti; l’economia sia la priorità. Avremo tempo di esaminare le questioni dei diritti civili, delle unioni gay o della cittadinanza secondo lo ius soli (che proprio, non riusciamo a tenercelo, non ci piace), che sono argomenti dirimenti e possono mettere in crisi la coesione parlamentare e non solo. Non si rischi di vanificare il buon lavoro di Napolitano e di Letta: il Paese non puo’ permettersi divisioni e fermate supplementari. Uscire dalla crisi deve essere il primo traguardo da raggiungere. Buon lavoro a quello che in molti definiscono già il governo Letta-Alfano (il segretario PdL è infatti vicepremier, oltre che ministro dell’Interno).

Twitter @rickyfilosa