Governo, Letta chiederà la fiducia: ‘tutto alla luce del sole’

Un chiarimento vero, che passi per il voto e porti il governo fino a una data di scadenza certa, il 2015. Enrico Letta, a chi gli ha parlato nelle scorse ore, e’ parso piu’ che mai determinato ad ottenere una rassicurazione concreta sulla vita dell’esecutivo che presiede.

Mercoledì alle Camere il premier riferira’ un programma di governo che comprenda punti cogenti, a cominciare dalla manovra di stabilita’, dalla legge elettorale e dalle riforme di quadro costituzionale, dai provvedimenti legati al semestre europeo. Su ognuno di questi punti ci dovra’ essere l’impegno a sostenerli da parte delle forze di maggioranza. Contrariamente alle attese di chi confida nel suo passato Dc, Letta non dara’ spazio a un clima da ‘volemose bene’.

Nessuna retromarcia, quindi, se questa significhera’ esporre l’esecutivo ai cascami istituzionali della concezione politica di Silvio Berlusconi. Tradotto: l’intreccio tra azione politica e vicende personali con il suo carico di smottamento dei rapporti tra le istituzioni. Letta non vuole che ci siano confusioni nei rapporti tra le forze politiche e il governo. Da una parte c’e’ il Pd, al quale chiede in sostanza di fare il ‘suo lavoro’. Di qui il sostanziale via libera alle primarie dell’8 dicembre, ribadito oggi a Renzi, ma a patto che il congresso non prenda nel mirino il governo di servizio.

Dall’altra c’e’ il Pdl. Se c’e’ chi spera, come Altiero Matteoli, che tutto il Pdl possa riconfluire nel solco della maggioranza, Letta auspica che questo avvenga solo se c’e’ piena chiarezza di intenti. Non puo’ continuare dal giorno dopo la fiducia lo stillicidio da parte dei ‘falchi’ contro l’esecutivo. Proprio perche’ Letta pretende la piena convinzione delle forze di maggioranza, domani ci sara’ il voto sulle comunicazioni alle Camere. E non solo. A quanto si apprende i gruppi saranno chiamati ad aderire ad ognuno degli impegni programmatici illustrati da Letta. Anche perche’, spiegano fonti vicine al premier, ci dovra’ essere serenita’ anche sulla consistenza della maggioranza. La prosecuzione della vita del governo non puo’ tradursi nella rincorsa ai voti di questo o di quel senatore.

FRANCESCHINI, “DOMANI GOVERNO PORRA’ LA FIDUCIA” "Domani il governo, che è formalmente nella pienezza dei suoi poteri, porrà comunque la questione di fiducia in modo che ogni scelta avvenga in Parlamento, alla luce del sole, senza ambiguità e ipocrisie e senza alcuna trattative". Lo dichiara il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini. "Soprattutto sul principio, che il presidente del Consiglio ribadirà, di netta e totale separazione tra le vicende di governo e le procedure in corso nella giunta delle autorizzazioni del Senato, nell’irrinunciabile rispetto delle regole di uno stato di diritto".

COLLE, "CHIARIMENTO PIENO" Il chiarimento in Parlamento dovrà essere pieno per garantire al governo un impegno non precario. E’ quanto si apprende dall’ufficio stampa del Quirinale dopo l’incontro di questa mattina al Colle tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sulla crisi di governo. 

Nell’incontro di questa mattina si è configurato con il presidente del consiglio il percorso più limpido e lineare sulla base di dichiarazioni politico – programmatiche che consentano una chiarificazione piena delle rispettive posizioni politiche – e possano avere per sbocco un impegno non precario di sviluppo dell’azione di governo dalle prime scadenze più vicine agli obiettivi da perseguire nel 2014.