Governo, Forza Italia: ‘l’agenda di Renzi scivola giù’

"L’agenda di Renzi scivola giu’, cade, casca, e’ perfetta per la rievocazione della notte di San Lorenzo delle presunte stelle che in realta’ erano solo meteoriti fiammeggianti. Qui ci permettiamo di schematizzarne la ahinoi breve (salvo miracoli, che francamente auspichiamo per il bene dell’Italia) vita felice di Matteo Renzi". Lo scrive "Il Mattinale", la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

"All’inizio ci fu il Patto del Nazareno. In soldoni. Renzi era convinto di fare prima l’Italicum, in secondo luogo cambiare il bicameralismo, che occupava un posto marginale nell’agenda, quindi riforme strutturali per incrociare la ripresa che si riteneva incombente, quindi stravincere le europee, e subito dopo il semestre europeo, ma anche no, arcitrionfare in elezioni politiche – prosegue la nota -. Renzi che e’ intelligente e sveglio si rende conto che quello che sembrava facile in realta’ e’ complicato. Non passa niente, ha contro la sua maggioranza. Cosi’ cambia gioco. Trasferisce al Senato un Italicum rabberciato, votato a stento dalla Camera, e li’ lo lascia che si insabbi. (Siamo a meta’ marzo). Si cimenta con il bicameralismo, che non e’ mortalmente divisivo dentro la pancia del suo partito. Ci prova anche sulle riforme economiche. Ma quelli sono temi insormontabili. Voglia o no fare qualcosa di davvero liberale, gli e’ reso impossibile dai suoi".

"Sceglie la via facile, su cui non trova opposizioni, perche’ nessuno sotto elezioni puo’ dire di no agli 80 euro a un parco elettorale di undici milioni di persone. Scassa i conti dello Stato, ma gli serve a ottenere un clamoroso successo alle europee. Gli da’ una mano Grillo con il suo estremismo fanatico. Berlusconi, coscientemente, per senso di responsabilita’, si sacrifica demonizzando Grillo e cosi’ impedendo ai voti in uscita dal centrodestra di confluire nei 5 Stelle, ma di fatto favorendo Renzi – sottolinea il Mattinale di Forza Italia -. Renzi invece di capitalizzare il successo per dare il via a riforme shock, cerca la strada delle cose meno difficili. Non affronta le riforme economiche decisive – lavoro e tasse – e lascia immobile il progetto di riforma elettorale. E’ la deriva opportunistica".

"In Europa va per il semestre italiano bruciando i suoi crediti con l’insistenza per la promozione di Federica Mogherini a Lady Pesc. Inadeguata, inconsistente. E porta a Bruxelles una pagella pessima in economia e riforme vere. Il suo semestre e’ insabbiato, spiaggiato, inutile. Ora avrebbe un’occasione. Prendere le nostre carte sull’economia. Farle sue o almeno discuterle. Lo fa o no? Non lo fa, a quanto annuncia la ministra Boschi. Peccato – si legge ancora nella nota -. Vale per lui, se procede cosi’, quanto scrisse Niccolo’ Machiavelli di Cesare Borgia, il Duca Valentino. Rottamo’ con abilita’ avversari di ogni genere, poi si trova davanti, senza sua colpa, una congiuntura terribilmente sfavorevole. Nel caso del Valentino fu una poco decorosa malattia intestinale. Nel suo caso un andamento tragico dell’economia, che non e’ colpa sua, ma a cui non ha saputo opporre barriere di resistenza. E cosi’ vale l’amara sentenza di Machiavelli per il Valentino: ‘…se gli ordini suoi non gli giovarono, non fu sua colpa, perche’ nacque da una straordinaria ed estrema malignita’ di fortuna’. (Cap. 7 del ‘Principe’)", conclude "Il Mattinale".