Giustizia, due pesi e due misure? – di Marco Zacchera

Nello stesso giorno in cui Silvio Berlusconi è stato condannato a 3 anni di reclusione per aver “comprato” – secondo l’accusa –  nel 2008 il voto dell’ex senatore Sergio De Gregorio, l’ex deputato ed ora senatore “azzurro” Verdini è passato alla corte di Renzi con un gruppetto di seguaci “blindando” la sua maggioranza al Senato.

Solo nei due anni e 4 mesi di questa legislatura ben 223 parlamentari hanno cambiato casacca rispetto al partito di elezione, tutte evidentemente anime belle e immacolate – come Verdini! – e con nessun tornaconto personale.

La condanna di Berlusconi mi fa ricordare innanzitutto che Romano Prodi cadde non per il voto di De Gregorio ma perché l’UDEUR di Mastella lasciò la maggioranza, ma – soprattutto – perché è la dimostrazione che in Italia la giustizia tira secondo il vento, visto che nessuno si è mai interessato alle centinaia di parlamentari che, tradendo il voto ricevuto, vanno poi con chi gli pare – sicuramente non gratis – e solo Berlusconi, simpatico o meno che sia, ha pagato per tutti.

Una decisione singolare, come quella del TAR del Piemonte che dopo aver “ucciso” il presidente Cota per firme irregolari di una lista a lui collegata ha invece “salvato” Chiamparino con il ragionamento che le firme raccolte per lui erano sì false, ma non in numero sufficiente per farlo decadere. Lo stesso ragionamento non è valso per Cota e per la sua mini-lista dei “pensionati” che raccattò una miseria, soprattutto perché un’analoga listarella per la sinistra aveva fatto lo stesso, ma – anche qui – due pesi e due misure.

Anche per la Legge Severino è stata fatta la stessa cosa: De Magistris e De Luca sono stati “salvati” dalla magistratura di Napoli, Berlusconi no ed è stato fatto decadere da parlamentare, così come altri sindaci di centro-destra, a cominciare da quello di Pietrasanta.

La gente si abitua a tutto, ogni caso può essere letto in misura millimetricamente difforme, ma sicuramente si evidenziano nella sostanza trattamenti “politici” profondamente diversi e questo è sempre più ingiusto, grave e sconcertante.

*già deputato PdL, ex sindaco di Verbania