Giovani, lavoro, pensionati: in Italia solo record negativi – di Carlo Di Stanislao

Record di povertà e disoccupazione giovanile, secondo il rapporto pubblicato oggi dall’ISTAT e relativo al 2012, che ci dice che da noi i poveri sono più di 14 milioni, di cui 9,5 in povertà relativa e gli altri (più di 4 milioni), assoluta, con una percentuale che è la più alta dal 2005. L’incidenza di poverta’ assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 4,7% al 6,6%), quattro (dal 5,2% all’8,3%) e cinque o piu’ componenti (dal 12,3% al 17,2%) e tra le famiglie composte da coppie con tre o piu’ figli, quelle in totale indigenza passano dal 10,4% al 16,2%.

Dati resi ancora più drammatici se si considerano quelli relativi alla disoccupazione giovanile, giunta a maggio al 38,5% ed in costante aumento nonostante le promesse dei vari governi. Il tasso, che su base mensile è aumentato di 1,3 punti, segna un aumento di 2,9 (il più alto in Europa, secondo solo a quelli di Grecia e Turchia), su base annua. E vola in generale la disoccupazione, la più alta dal 1977, mentre il governo non riesce neanche ad immaginare una soluzione sul dramma recente degli esodati, che, secondo molti, sarebbero varie migliaia a cui aggiungere, sempre secondo l’Istat, gli esodandi, che rischiano di rimanere scoperti per i prossimi mesi.

Nonostante le modifiche presentate, le due situazioni, lavoro soprattutto giovanile e pensioni, sembrano bloccate a causa non di urgenze maggiori e pressanti, ma dalle beghe e dalle crisi che ogni giorno nascono in seno al governo, dalla questione Mediaset, condono tombale sulla edilizia, immunità per Berlusconi e via dicendo.

In questo clima di beghe (inutili) ed incertezze (concrete), stamani si legge dell’arresto, nella vicenda Fonsai, della famiglia Ligresti, con il patriarca Salvatore ai domiciliari e con i figli Giulia e Jonnella in carcere; il terzo figlio, Paolo, “ricercato” in Svizzera dove si trova senza, naturalmente, nessuno voglia di tornare in Italia.

La famiglia Ligresti, secondo la tesi dell’accusa, contando anche sulla “compiacenza del top management, si è assicurata oltre al costante flusso di dividendi anche il via libera a numerose operazioni immobiliari con parti correlate”, sicché la Procura di Torino ha deciso di procedere con le misure cautelari sia per le concrete possibilità di fuga, sia per il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Le ipotesi sono di falso in bilancio aggravato per grave nocumento al mercato e manipolazione del mercato.

A causa dell’arresto il titolo Fonsai precipita a Piazza Affari, arrivando a perdere più del 2% e cioè  fino a 1,33 euro, facendo tremare gli altri titoli assicurativi e l’intera borsa italiana, già in crisi dall’inizio del mese per il crollo del settore bancario, che risente, nonostante tutti gli aiuti europei e di stato, del riaccendersi della crisi della zona euro, acuita dalle dimissioni del ministro portoghese alle Finanze e la crisi ormai palese che esiste in Spagna. E dopo il calo del titolo Enel ed il rialzo dello spread, il panorama è davvero cupo, affastellato solo da record negativi.