La Lombardia continua ad attirare giovani da altre regioni italiane, ma allo stesso tempo ne perde migliaia verso l’estero. È quanto emerge da un’elaborazione del Cnel su dati Istat, riportata da L’Eco di Bergamo.
Nel 2024 sono state quasi 15mila le cancellazioni anagrafiche verso l’estero nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni: il dato più alto tra le regioni italiane. La Lombardia è inoltre al primo posto per incidenza dei laureati tra i giovani che scelgono di trasferirsi fuori dall’Italia.
Lombardia, il saldo dei giovani è comunque positivo
Il quadro cambia se si considera il saldo complessivo dei movimenti interni ed esteri. Tra il 2011 e il 2024 la Lombardia ha registrato infatti un saldo positivo di 114.490 giovani.
Il risultato deriva da due flussi contrapposti: 191.621 giovani arrivati dalle altre regioni italiane contro 77.131 partenze verso l’estero.
Questo significa che una parte consistente dei giovani che successivamente emigrano all’estero non è necessariamente nata o cresciuta in Lombardia. Molti arrivano nella regione per studiare o per trovare una prima occupazione e, in seguito, proseguono il proprio percorso professionale fuori dall’Italia.
All’estero partono soprattutto i laureati
Uno degli aspetti più significativi riguarda il livello di istruzione. Secondo i dati richiamati nell’elaborazione del Cnel, tra i giovani che emigrano dall’Italia i laureati rappresentano circa il 40%, contro il 19% dei coetanei che rimangono nel Paese.
Il fenomeno riguarda in modo particolare la Lombardia. Secondo i dati citati dal Centro Studi Assolombarda, nel solo 2024 sarebbero stati quasi 5.400 i giovani laureati espatriati dalla regione.
Numeri che riportano al centro del dibattito la questione della nuova emigrazione italiana: non più soltanto una partenza legata alla necessità economica, ma sempre più spesso una scelta connessa allo studio, alla carriera e alla ricerca di opportunità professionali internazionali.
Il problema demografico pesa sul futuro
A rendere ancora più complesso il quadro è la dinamica demografica. Nei prossimi dieci anni, secondo le stime citate nell’analisi, la Lombardia potrebbe perdere quasi 300mila persone in età lavorativa per il solo effetto della struttura demografica.
Anche la partecipazione al mercato del lavoro rappresenta un elemento di attenzione: nel 2025 il tasso lombardo è sceso al 71,7%, mentre Milano si è attestata al 75,1%, sotto il valore mediano europeo indicato nell’analisi.
La Lombardia continua dunque a essere una delle principali destinazioni italiane per giovani provenienti dal resto del Paese, ma deve fare i conti con un altro fenomeno: una parte dei giovani, soprattutto altamente qualificati, dopo aver studiato o iniziato a lavorare sul territorio sceglie di costruire il proprio futuro oltreconfine.
Una dinamica che coinvolge direttamente il futuro demografico ed economico dell’Italia e che rende sempre più centrale la capacità del Paese di creare condizioni capaci di trattenere e valorizzare le nuove generazioni.




























