Giovani Confindustria, senza speranza rischio rivolta

‘Hanno svuotato il domani di speranza e colmato il presente di angoscia’ ed ora, avvertono gli imprenditori under 40 di Confindustria nelle ‘tesi dei giovani’ presentate al tradizionale convegno di Santa Margherita Ligure, ‘senza prospettive per il futuro l’unica prospettiva diventa la rivolta’. Perche’ ‘le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione quando non riescono a dare risposte concrete a bisogni economici e sociali’. La sfida, sottolinea dal palco il leader dei giovani imprenditori, Jacopo Morelli, e’ oggi quella ‘perseguire insieme sviluppo, liberta’ economica, coesione sociale’.

Il pressing sulla politica riparte da un anno prima, quando dallo stesso convegno Enrico Letta e Angelino Alfano si erano detti d’accordo su una nuova legge elettorale entro poche settimane. Ma ‘ad oggi nessuno ha potuto e voluto cambiarla’, sottolinea Morelli, che chiede di porre fine a elettori chiamati ‘a ratificare e non a scegliere’, a ‘candidati talvolta impresentabili’: in Parlamento, e’ l’appello dei giovani di viale dell’Astronomia, ‘non vogliamo delinquenti, ma neanche improvvisati’.

Chiaro il messaggio al Governo. E’ chiamato a ‘dare un progetto concreto di futuro. A disegnare l’Italia che sara’ tra 10 anni’. Cosa serve al Paese? ‘Non un governo che faccia miracoli, ma che agisca sulla competitivita’. Miracoli no, statisti si’. E’ ‘essenziale’ per un leader ‘la capacita’ di visione’: all’Italia, incalza Morelli, ‘non servono banderuole ma persone preparate e capaci, salde nella furia dei venti e degli eventi’. Le risorse per agire’ci sono’: 11 miliardi da un taglio dell’1% della spesa corrente per 5 anni, 16 miliardi da alienazioni del patrimonio improduttivo, 140 milioni l’anno dal dimezzamento dei parlamentari e fino a 2 miliardi dalla cancellazione delle province, calcolano i giovani imprenditori. In Europa ‘3,8 milioni di posti di lavoro persi e -12% di produzione industriale’ sono il ‘bollettino di guerra per 5 anni di crisi’. E pesa la diseguaglianza ‘che impoverisce tutti. Un Paese diseguale e’ un Paese inefficiente’. Mentre e’ ancora allarme per un fisco che ha raggiunto ‘livelli da confisca’: piu’ che l’Imu, la priorita’ dovrebbe essere ‘il livello di tassazione su lavoro e imprese’. Mentre ‘120 miliardi di evasione fiscale sono una ferita, 60 miliardi di corruzione un macigno’. Ed i debiti non pagati dalla P.a. ‘un atto di arroganza’. In un Paese che ‘non puo’ rimandare scelte strategiche fino al punto di mettersi nell’angolo’, e dove oggi ‘promettere di occuparsi di lavoro e crescita, ostinandosi a ignorare la competitivita’ dell’Italia, e’ peccare di ignoranza o malafede’.

‘Scateniamoci’ e’ il tema scelto dai giovani imprenditori per l’appuntamento in Liguria: liberiamoci dalle catene, ‘da quegli anelli che strozzano l’Italia’. Serve ossigeno per chi fa impresa. E’ ‘il nostro lavoro’, che e’ anche ‘solitudine e preoccupazione’, dice Morelli: l’imprenditore ‘e’ solo quando deve chiudere la propria azienda. Solo quando deve comunicare ai propri dipendenti il licenziamento. Troppi imprenditori sono stati soli quando hanno deciso di farla finita con tutti’.