GIOCHI SUL QUIRINALE | Dal Corriere della Sera 7: “Merlo e la pattuglia dei 10 fedelissimi”

“Il Senatore e le (piccole) grandi manovre per la scelta del nuovo capo dello Stato”: dell’ex Sottosegretario agli Esteri si occupa oggi Fabrizio Roncone su 7, l’approfondimento del Corriere della Sera. Ecco il testo integrale dell'articolo, oltre a una nostra riflessione

Anche lui sarà tra i protagonisti del Romanzo Quirinale, che stiamo già vivendo in questi giorni. Ricardo Merlo, senatore e presidente del MAIE, potrebbe certamente giocare un ruolo fondamentale, se non determinante, in vista delle elezioni del nuovo presidente della Repubblica. Lo sa la politica italiana, lo sanno i principali media politici.

Di Merlo, ex Sottosegretario agli Esteri, si occupa oggi Fabrizio Roncone su 7, l’approfondimento del Corriere della Sera. Roncone, che in passato non è mai stato tenero con il senatore eletto all’estero, a modo suo centra il punto: Ricardo controlla almeno una decina di voti in Parlamento, voti “preziosissimi, che pesano”, osserva lo stesso giornalista. Quando arriverà il momento, le diverse forze politiche dovranno parlare con lui per capire come voteranno i suoi “fedelissimi”.

Ancora una volta, la conferma: il MAIE è davvero l’unica forza politica a rappresentare gli italiani all’estero nel Parlamento italiano, l’unico partito che riesce a rendere davvero protagonisti gli italiani nel mondo a Roma.

Qui di seguito, il testo integrale dell’articolo di Roncone. Buona lettura.

“Merlo e la pattuglia dei 10 fedelissimi”

Nella grandiosa partita politica per eleggere il nuovo presidente della Repubblica vedrete presto in azione anche personaggi minori, ma assolutamente formidabili. Tanto vale prepararsi. Conoscerne subito qualcuno. Ecco allora il Senatore Ricardo Merlo da Buenos Aires, campione del sottobosco parlamentare, dove arriva grazie ai voti degli italiani in Sud America. Mai sentito nominare? Calma, un momento, leggete qui: il tipo è gentile ai limiti delle deferenza, sorriso di cortesia stampato fisso, capelli con il riporto tirato a destra, lui però abilissimo a stare anche un po’ a sinistra. Dopo tre legislature da deputato, sbarca a palazzo Madama e diventa Sottosegretario agli Esteri, prima nel Conte 1 (governo Lega-M5S) e poi anche nel Conte 2 (Pd-M5S). E sapete perché riesce in questo capolavoro? Perché, con una vera genialata, s’è letteralmente inventato il MAIE, Movimento Associativo Italiani all’Estero: per un po’ fa il capo di se stesso, poi allarga la scena e nel gruppo Misto accrocca Europeisti-MAIE-Centro Democratico, con una decina di parlamentari di diversa provenienza (MAIE, Cd, Autonomie, ex M5S, ex Pd ed ex Fi).

Tutti agguerriti. Durante l’ultima crisi, s’erano addirittura messi in testa di tenere in vita il governo guidato da Conte sostituendosi a Italia Viva. E avreste dovuto sentirlo Ricardo Merlo, mentre mi diceva: “Oh, mio caro amico… Io, dal 2006, non ho mai saltato un giro”. Perché Merlo – studi dai gesuiti in Argentina, poi per un breve periodo impiegato nella ditta del padre, che aveva cominciato facendo il camionista – è diventato un vero professionista della politica. Così adesso è lì che aspetta. Sa che sta per arrivare il suo momento. I voti che controlla pesano, sono preziosissimi, e per questo dovranno andare da lui e chiedergli che intenzioni abbia. Ricardo, ti piace l’idea di Berlusconi al Quirinale? Come non ti piace? Vieni qui, Ricardo… e parliamone. Saranno giorni, settimane, in cui Ricardo verrà blandito, corteggiato, tentato. E noi cronisti saremo costretti a telefonargli, a cercarlo nei corridoi e lui sfuggirà, se la tirerà, si negherà per concedersi poi alla fine solo strategicamente.

Fingendo di rilasciare un’intervista che, in realtà, conterrà le sue condizioni. (Ricardo: almeno adesso già sapete che fuoriclasse è).