Gasparri, “Napolitano diventato padrino di Renzi”

“Fa il padrino del Presidente del Consiglio tradendo una posizione distaccata che il suo ruolo imporrebbe”

Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Emendamento alla manovra di bilancio per legalizzare la cannabis e utilizzare i proventi per l’emergenza sismica. “E’ inutile che facciamo pubblicità a degli sfortunati personaggi in cerca di autore –ha affermato Gasparri -. L’emendamento era improponibile e non capisco come mai sia stato giudicato ammissibile. E’ stato poi saggiamente tritato, la legge è stata seppellita nelle commissioni parlamentari e lì morirà senza tornare in aula”.

Papa Francesco e l’aborto. “Non sono un teologo quindi non mi permetto di dare un giudizio su scelte così delicate. Il perdono è connaturato al magistero della Chiesa. Papa Giovanni Paolo II perdonò il suo attentatore, quindi le vie del perdono sono infinite. C’è un dibattito molto acceso nella Chiesa, lo dimostra la lettera che alcuni cardinali hanno inviato al Papa. Io credo che questa lettera sia un momento importante per aprire un dibattito sulle iniziative di questo Papa innovatore e il dibattito travalica il dogma dell’infallibilità del Pontefice. La cosa singolare è che il grande difensore del Papa è diventato Repubblica e in particolare l’ateo Scalfari, questo fa capire che c’è qualcosa che non quadra”.

Le dichiarazioni di Napolitano sul referendum. “Ho un rapporto molto franco con Napolitano. Ne ho sempre rispettato l’anzianità e l’esperienza. Quando uno si cala nel dibattito deve anche accettare le regole, se è Presidente emerito della Repubblica non può fare il capo fazione, somministrare ricette, impartire assoluzioni e penitenze. Fa il padrino del Presidente del Consiglio tradendo una posizione distaccata che il suo ruolo imporrebbe. Entra nella rissa politica quotidiana e questo evoca le alterazioni del processo democratico della vita politica italiana che lui ha attuato. Lui si offende pure quando glielo fai notare, quando scendi in campo devi pure accettare le critiche”.

La Rai. “Si sta comportando in modo vergognoso – ha affermato Gasparri -. C’è un uso propagandistico della presenza del governo su tutti i temi della scienza umana. C’è questo Renzi che viene trasmesso e riproposto, un giorno sconfigge il cancro, un altro giorno rilancia il sud, un altro giorno sconfigge l’Europa, sembra Mazinga che con le lame rotanti fa le lotte contro tutti i difetti del mondo. Il vero problema però è Fico. Io faccio parte del gruppo vigilanza Rai e ho chiesto di discutere di queste cose in Commissione, ma Fico non la convoca, è un connivente, un tappetino. Invece lui dovrebbe essere un altro Mazinga. Si lamenta che c’è troppa presenza del governo, ma non vuole convocare la commissione di vigilanza. Che vigilanza è? C’è qualcosa sotto. Da un lato c’è l’incapacità del Presidente Fico che è assolutamente inadeguato. E poi c’è sicuramente un atteggiamento di inerzia scandaloso. Domani ci riuniamo per parlare del direttore dei tg regionali della Rai. Ma vi pare che in questa situazione la priorità debba essere quella? Cambi l’ordine del giorno. Comunque io domani quando inizia la riunione alle 14 a Fico gli sturo le orecchie. Mi indigna la Rai, mi suscita commiserazione Fico. Il vigilante dormiente non si era mai visto”.

Confronto Meloni-Verdini. “E’ andato in onda a causa mia – ha rivelato Gasparri -, rivendico il merito di averlo fatto trasmettere. Quando ho letto l’intervista della Meloni, l’ho chiamata per chiederle notizie e poi ho esercitato il mio ruolo di membro della vigilanza chiamando chi di dovere e rappresentando questa cosa assurda. Tu registri un faccia a faccia e poi lo occulti, ma allora che l’hai registrato a fare se dici che non hai spazio? Sono intervenuto personalmente via telefono e ieri sera il faccia a faccia è andare in onda. Vigilare significa anche questo”.

Primarie del centrodestra fatte da Il Tempo e Libero. “Non servono a niente, perché uno che vuole emergere mette i suoi amici al telefono o al pc a votare. Sono esercizi di militanza, non hanno alcun valore legale” ha concluso Gasparri.