“Garantire il voto all’estero presso le rappresentanze diplomatiche”

“È la modalità migliore, essendo quello che meno si presta ai brogli, pur con tutti i problemi di costi e logistica che si dovranno affrontare". Parla Massimo Luciani, professore ordinario di istituzioni di diritto pubblico della facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza

Voto all'estero
Voto all'estero

Massimo Luciani, professore ordinario di istituzioni di diritto pubblico della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, intervenuto in videoconferenza nel corso dell’audizione alla Camera dei deputati sul diritto di voto dei cittadini italiani all’estero, ha affermato: “Le modalità di voto a distanza, via posta o elettronicamente, non garantiscono il rispetto di quattro delle tre caratteristiche del voto, cioè la personalità, la libertà e la segretezza. Il voto da remoto non appare consigliabile, inoltre, a causa delle sue vulnerabilità e per la possibilità di attacchi hacker. È ovvio quindi che la modalità preferibile appare quella del voto in presenza presso le rappresentanze diplomatiche all’estero. È la modalità migliore, essendo quello che meno si presta ai brogli, pur con tutti i problemi di costi e logistica che si dovranno affrontare”.

Per quanto riguarda la Circoscrizione estero, “la previsione di sole quattro ripartizioni, estremamente ampie, specialmente in vista della riduzione del numero di parlamentari, rischia di non garantire pienamente la rappresentanza degli elettori all’estero”.