C’e’ anche una breve telefonata di Salvatore Ligresti con l’ex Guardasigilli e attuale vice premier nonche’ ministro dell’Interno Angelino Alfano tra atti dell’ inchiesta del pm di Milano Luigi Orsi su Premafin e due trust con sede alle Bahamas e nella quale il costruttore e’ indagato per aggiotaggio con altre due persone. Telefonata che si aggiunge ad altre con l’ex prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi e una, riassunta in due righe in un brogliaccio e di carattere personale, con l’attuale ministro della giustizia Annamaria Cancellieri.
Nella conversazione con Alfano, che risale al tardo pomeriggio del 28 maggio 2011, periodo in cui non si sapeva ancora dell’indagine a carico di Ligresti, in poco piu’ di due minuti il costruttore si mette d’accordo con il ministro sull’ora in cui si sarebbero dovuti vedere a cena al ristorante dell’Hotel Villa Pamphili a Roma, albergo allora ancora di proprieta’ dei Ligresti.
I due poi fanno un accenno a un appartamento – verosimilmente nella palazzina ai Parioli in passato della Fondiaria-Sai e che ha visto come inquilini molti big della politica – che probabilmente Ligresti aveva promesso in affitto ad un collaboratore dell’ex guardasigilli. Quel giorno, dopo un paio di chiamate andate a vuoto, la segreteria del ministro, si legge, contatta l’Ing. Ligresti e gli passa il Ministro Alfano.
Ing.: "Illustre. volevo sapere quanti siete?" Ministro: "Allora..ma lei e’ con sua moglie o e’ solo?" Ing: "Come?" Ministro: "Lei e’ con sua moglie o e’ solo?" Ing.: "No io.. c’e’ mio figlio, mia figlia, mia moglie non c’e’ perche’ e’ dovuta rimanere a Milano". Ministro: "Se vuole che io venga da solo se no io sono con mia moglie e con un amico" Ing.: "No.. no da solo, quanti siete perche’ ho fatto fare un tavolo grande quindi piu’ siete e meglio e’". Ministro: "Ma.. suo figlio scusami suo figlio non doveva uscire con la Geronzi con Mezzaroma e tutti gli altri". Ing.: "Si.. e va bene mio figlio anche se non c’e’ non e’ un problema…poi verranno dopo". Ministro: "Va bene.. va bene allora noi siamo in tre a che ora dobbiamo arrivare alle nove, alle otto e mezza. A che ora preferisce lei". Ing.:"Dalle otto e mezza alle nove si’, ma se avete degli amici, delle … potete portarli qui il tavolo e’ grande" . Alfano spiega anche il motivo per cui "siamo io mia moglie e questo mio amico che era nostro ospite (…)… non avevo altra organizzazione se non dare ospitalita’ a questo amico caro con cui ci troviamo" Ing.: "ma certo, ma con piacere". Ministro: "Non c’e’ problema, senta .. allora e ci vediamo entro le nove noi siamo la’. Mia moglie e’ uscita quando rientra (voci sovrapposte)". Ing: "Ma anche i vostri amici quelli li che devono venire". Ministro: "Quelli ancora a Milano sono se lei non gli da’ la casa non possono venire qua". Ing.: ride. Ministro: ride .. Ministro: "Quelli ancora a Milano abitano beh’ o meglio di fine settimana perche’ di settimana lui lavora qui da me". Ing.: "si’..si’ me l’ha detto… me l’ha detto…". Ministro: "Va bene". Ing.: "Ecco qui il panorama e’ bello quindi se anticipate un pochettino per fare un giro .. e’ bello". Ministro: "Va bene va bene". Ing.: "Ok a dopo, grazie". Ministro: "Buona serata arrivederci". Ing.: "Altrettanto arrivederci".
Una telefonata questa, che non ha nulla di penalmente rilevante, ma sulla quale il segretario del Pd Matteo Renzi non ha risparmiato battute. E a una domanda via twitter sul perche’ i ministri della giustizia sono sempre al telefono coi Ligresti, ha risposto: "Ottima domanda, da girare a loro, Laura. Tanto i numeri ce li hai". Tra i brogliacci dell’inchiesta spuntano anche alcune chiamate, sempre nel maggio di tre anni fa, tra il costruttore siciliano con l’allora prefetto di Milano Lombardi e una con "una donna (presumibilmente tale Annamaria, parente di Peluso)" che "contatta l’Ing. per dirgli che e’ stata in ospedale ove si trova ricoverato un parente a causa di un incidente". Il ministro Cancellieri, si sa, e’ amica di famiglia, tant’e’ che e’ finita nella bufera per le telefonate fatte la scorsa estate alla compagna dell’ingegnere a proposito dell’arresto di Giulia Ligresti e per il presunto intervento dell’ex patron del gruppo presso Silvio Berlusconi affinche’, quando il guardasigilli era commissario prefettizio a Bologna, non venisse trasferita di sede.
































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