FOCUS | Forza Italia e il 2020 di Berlusconi, “responsabile” ma sempre stretto tra Meloni e Salvini

L'anno che sta finendo ha poi segnato la fine di un'epoca: con l'addio a palazzo Grazioli, sua dimora romana per 25 anni, per la villa di Zeffirelli sull'Appia, Silvio Berlusconi chiude un periodo che ha fatto la storia di questo quarto di secolo della politica italiana

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia

L’agenzia di stampa Adnkronos dedica un lungo focus a Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, il cui 2020 è stato certamente segnato dal Covid. un anno vissuto sempre nella morsa della tenaglia sovranista Salvini-Meloni, si sottolinea nel lancio d’agenzia, dopo il flop elettorale del 5 per cento di Fi alle ultime regionali ma poi conclusosi con un Cav tornato protagonista dello scenario politico per la sua battaglia sul Mes e l’atteggiamento responsabile nei confronti del governo Conte per affrontare l’emergenza pandemica.

L’ex premier si è contagiato ai primi di settembre dopo le vacanze in Sardegna, nella prima estate italiana post Coronavirus, dove aveva fatto notizia la positività dei figli Barbara e Luigi e dell’amico Flavio Briatore, suo ospite a Villa La Certosa prima di Ferragosto.

I bollettini medici del professor Alberto Zangrillo durante il ricovero del presidente di Forza Italia al San Raffaele di Milano hanno tenuto in ansia un partito intero, che ha potuto tirare un sospiro di sollievo solo dopo più di una settimana quando il suo ‘capo’ si è mostrato alle tv.

Dopo le dimissioni dall’ospedale è seguito un periodo di convalescenza lungo, prima ad Arcore, scelta per la quarantena prima e poi, una volta negativizzato, la Provenza, nella villa vicino Nizza della primogenita Marina (anche lei contagiata insieme al marito Maurizio Vanadia).

La malattia, con l’isolamento, come per tanti italiani, è stata l’occasione per il leader azzurro di riscoprirsi ‘social’ e ‘smart’, tra collegamenti telefonici e in remoto (soprattutto sulla piattaforma Zoom) con le iniziative politiche di partito e del centrodestra, chiamate su whatsapp e continui post su Fb e Instagram.

Ha fatto notizia la video chiamata a sorpresa all’influencer Chiara Ferragni e al rapper Fedez, per complimentarsi con la coppia premiata nel giorno di Sant’Ambrogio con la massima onorificenza milanese per la raccolta fondi che ha permesso di creare una terapia intensiva al San Raffaele.

Sempre ‘collegato’ grazie allo smart working, il Cavaliere ha anche votato a distanza al Parlamento Ue, postando ogni volta una foto che lo ritraeva al computer nel salotto della residenza di Valbonne. La presenza sui social ha consentito a Berlusconi di fare laddove era possibile campagna elettorale, ma questo non è servito a risollevare le sorti di un partito precipitato al 5-6 per cento, confermando l’ultima posizione in una coalizione sempre più a trazione salvinian-meloniana e sovranista.

Per provare a rilanciare la sua creatura fondata nel ’94 il Cavaliere ha adottato in piena emergenza Coronavirus una ‘strategia responsabile’ nei confronti del governo Conte, offrendo la sua collaborazione istituzionale alla maggioranza giallo rossa solo nell’interesse del Paese, non certo per sostenere il Conte bis, come va ripetendo per smentire giochi di sponda con il ‘nemico’ Renzi. Una mossa, come ha sempre spiegato, per venire incontro all’appello del capo dello Stato Sergio Mattarella all’unità nazionale e al senso di responsabilità in un momento così delicato per l’Italia.

Una tattica, in realtà, dettata anche – osserva l’Adnkronos – dall’esigenza di smarcarsi dal fronte sovranista Salvini-Meloni e per rivendicare l’autonomia di Fi come unica forza moderata ed europeista del centrodestra, pronta a difendere con le unghie e i denti, in nome dei suoi valori identitari, appunto, il Mes.

Berlusconi è riuscito così a uscire dall’angolo, a riprendersi la scena e ad evitare la morsa a tenaglia di Lega e Fdi, ma si è attirato le accuse di cercare l’inciucio con la sinistra, in particolare con i renziani di Italia Viva, per non restare tagliato fuori dalle partite che contano e tutelare le sue aziende.

E’ stato lui a ‘trascinare’ verso il sì gli alleati sullo scostamento di bilancio, rischiando di mandare a frantumi lo spirito unitario di coalizione tante volte sbandierato per criticare il centrosinistra governativo per ricredersi e frenare proprio sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità.

L’anno che sta finendo ha poi segnato la fine di un’epoca: con l’addio a palazzo Grazioli, sua dimora romana per 25 anni, per la villa di Zeffirelli sull’Appia, Silvio Berlusconi chiude un periodo che ha fatto la storia di questo quarto di secolo della politica italiana.