Flavio Tosi: “Il prossimo sarà un governo Salvini, ma non con lui Premier”

“Salvini è riuscito nel miracolo al contrario: riuscire a far nascere un governo giallorosso che è nei fatti e sarà così per forza, dopo che i grillini gli avevano votato qualsiasi cosa”

Flavio Tosi

Flavio Tosi è intervenuto in diretta, ai microfoni del Direttore Gianluca Fabi, su Radio Cusano Campus: “Ho apprezzato la reprimenda di Conte a Salvini dal punto di vista istituzionale, perché sono stato Sindaco 10 anni, sono in consiglio comunale da 25 a Verona, sono stato assessore regionale e quindi ho un grande rispetto per le istituzioni. Quando viene eletto nel ruolo devi rispettare l’istituzione, e non puoi usarla”.

Il successo della Lega di Salvini: “Salvini è un maestro in questo: gli va dato atto di aver portato la Lega dal 4 al 36%. Su questo niente da dire: se questo lo fai, però, utilizzando le istituzioni a suo comodo, questo a me non sta bene. Perché se guardiamo Maroni Ministro degli Interni e Salvini Ministro degli Interni lo stile nell’essere ministro è anche un qualcosa che è sostanza. E Salvini ha usato il ministero in maniera cinica e totalmente piegata alla sua campagna elettorale permanente. Conte gli ha spiegato che le istituzioni non si usano”

L’attualità politica degli ultimi 14 mesi: “Salvini è riuscito nel miracolo al contrario: riuscire a far nascere un governo giallorosso che è nei fatti e sarà così per forza, dopo che i grillini gli avevano votato qualsiasi cosa. E’ assolutamente irragionevole, irrispettoso perché i grillini hanno subito tutto, hanno subito la TAV in aula, gli hanno votato il Decreto Sicurezza 1, il Decreto Sicurezza Bis e tu li mandi a casa e li tradisci, perché è lui che ha tradito l’alleanza. E tradisci Conte dopo che i grillini ti hanno fatto passare qualsiasi cosa dopo che il vero premier, il vero capo era Salvini. E’ una cosa irragionevole e irrispettosa”.

Lei conosce Salvini sin da “piccolo” politicamente parlando:“Ah sì, l’ho conosciuto benissimo, purtroppo!E’ sempre stato molto spregiudicato, lo è sempre stato sia in Lega per il suo modo di porsi sia per il suo percorso politico, perché era comunista padano, era di sinistra, frequentava il Leoncavallo, il Centro Sociale Leoncavallo, che vuol dire non essere di sinistra, di più!, e adesso si atteggia a uomo di destra…”.
La sua Lega, quella di Bossi:”Sono stato in Lega nel 1990, sono uno dei più vecchi, per quanto abbia 50 anni – dice sorridendo – sono uno dei più vecchi leghisti che ci siano in giro; con Bossi è stata una convivenza non facile, con scintille e fulmini; Salvini è diventato segretario anche grazie a me, perché Maroni mi chiese di sostenerlo, lo votai. E lui, dopo pochi mesi, mi ha espulso dalla Lega, quindi per dire i tratti dell’uomo. La cosa in cui è cambiato, purtroppo in peggio, dicevo, è l’arroganza. Ha fatto un peccato d’arroganza clamoroso perché era lui convinto di decidere lui di andare a votare, cosa che spetta al Parlamento”.

Cosa cambierà nella Lega, si parla di dissapori interni: “In Lega non succederà nulla, lo dico con certezza dopo aver fatto fuori me, Maroni, Bossi, di fatto tutti quelli che potevano essere antagonisti e rivali interni, gli sono rimasti Zaia e Giorgetti, come figure di spicco che possano dire qualcosa di sensato. Perché gli altri li ha praticamente normalizzati. Zaia? Ci sono le elezioni regionali in Veneto in arrivo e quindi non si metterà a fare colpi di testa e deve provare a rivincere quindi non farà colpi di testo. Giorgetti, lo dice lui stesso, è uomo di partito nel senso leninista del termine: ha detto quello che pensa e una riga di più non fa, fine. In Parlamento di quelli eletti è solo perché Salvini da una parte, Renzi da una parte, Grillo e Casaleggio dall’altra ancora, sono lì perché indicati dai partiti e non votato dai cittadini, quindi non volerà mosca. Non succederà nulla, in Lega”.

Cosa avrebbe fatto, la vecchia Lega? “Intanto avrebbe fatto un’azione di governo totalmente diversa perché il Reddito di Cittadinanza non lo avrebbe mai, mai, mai votato, ma neanche pensato: perché è un provvedimento assistenzialista per eccellenza: dà i soldi per non lavorare. La Lega storica, un cosa così, era aberrante a pensarla perché è sempre stata contro l’assistenzialismo: di sicuro se Bossi avesse fatto un patto, necessitato, perché con questa pessima legge elettorale orrenda, non vince nessuno. Fosse passata la riforma Renzi l’ho sostenuta, e la risosterrei, oggi non saremmo prima con un governo gialloverde e adesso con un governo giallorosso. Ci sarebbe uno che vince le elezioni e governa da solo. Ma c’è questa legge elettorale qua. Bossi sarebbe stato molto più intelligente politicamente e rispettoso e sarebbe ancora al governo in questo caso con i grillini. Perché non puoi comportarti così all’interno delle istituzioni. Non è il fatto di aprire la crisi ad agosto, è il modo con cui lo fai. Non c’era il motivo, non c’erano i tempi: va bene che non volevi fare la Finanziaria a ottobre perché devi scongiurare l’aumento dell’IVA e prometti 50 miliardi quando ne devi spendere 30 milioni di € e trovarne 30. E gli si è ritorto tutto contro perché si è comportato in maniera scorretta”.

Perché si percepisce una certa ritrosia da parte di Salvini, nel ripetere un governo di centrodestra? “Perché Salvini ha un suo disegno, per carità legittimo, che è quello di andare a fare il Premier e governare e comandare lui. In questo disegno l’alleanza con Berlusconi non ci sta perché non accetterebbe Salvini premier. E tant’è che ha fatto qualsiasi cosa, per depotenziare Berlusconi. Ha fatto l’alleanza con i grillini con l’unico scopo, riuscendoci, quello di distruggere il centrodestro, tanto è che lo ha spianato, e dopo ha fatto l’ultimo disegno, non andato a buon fine, con Toti. Perché Toti non per caso fa quell’azione concordandola con Salvini, che non voleva allearsi con Berlusconi, per arrivare al fatidico 40%. Fa l’accordo con Toti per far fuori Berlusconi. E’ normale che Berlusconi reagisca”.