Gianfranco Fini, a Salerno per presentare il suo libro "Il ventennio – Io, Berlusconi e la destra tradita", torna a parlare della sua esperienza politica con il Cavaliere: “Il mio piu’ grande errore politico e’ stato non capire a cosa avrebbe portato la nascita del Pdl, ovvero le modalita’ con cui Berlusconi avrebbe guidato tale partito". "Non ho fatto un errore – aggiunge Fini – nel far nascere il Pdl, ma ho sbagliato nel non aver valutato a sufficienza che nel momento in cui siamo entrati con Berlusconi sotto lo stesso tetto e io gli ho riconosciuto la leadership, lui non ha avuto un rapporto di alleati, ma ha fatto quello che fa ovunque: comandare. Berlusconi vuole comandare, non convincere. Il nuovo partito veniva visto come una sua personale proprieta’, utilizzando un sistema padronale, senza una dialettica interna con un confronto di opinioni. Berlusconi ha tanti pregi, ma ama comandare. Vedi Alfano: o si obbedisce o si hanno opinioni differenti. Ricordo che quando scelse Alfano disse che era bravo e cosi’ cortese da dargli del Lei. Questo discorso va bene semmai per un’azienda ma non in una realtà di partito che doveva essere più plurale".
Secondo Fini eventuali primarie nel centrodestra, con Silvio in campo, sarebbero inutili: "Il potere mediatico che ha Berlusconi e il ruolo importante che ha faranno si’ che anche se si dovessero disputare le primarie nel centrodestra, come dicono Alfano e Casini, finira’ per vincerle il signor Toti di turno".
Rispondendo alle domande dei giornalisti sugli scenari dell’alleanza tra il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, e il centrodestra, Fini ha spiegato: "Casini ha agito non per un interesse personale, anche se molti lo pensano, ma secondo una valutazione oggettiva da cui derivano conseguenze errate". Secondo l’ex presidente della Camera, "Casini dice la verita’ quando sostiene che la legge elettorale che si sta prefigurando porta inevitabilmente o a una alleanza con Berlusconi o con Renzi o con Grillo, anche se quest’ultimo rinnega alleanze. E’ una legge – ha sottolineato – che porta a un bipartitismo, ma l’errore e’ sostenere di rifondare la casa dei moderati con la Lega o con la Destra di Storace, o con chi contesta il Capo dello Stato, chi dice di voler uscire dall’euro e intende regolare i conti con la magistratura, negando l’emergenza meridionale". "L’errore di Casini – ha continuato Fini – e’ illudersi che la successione di Berlusconi avverra’ con le primarie nel centrodestra".
"Io non mi candido. Non credo nei partiti che nascono come funghi dopo le piogge. Credo che si possa fare politica, nel senso etimologico del termine, anche scrivendo qualche cosa, valutando la situazione e facendo ragionamenti che vadano al di la’ della propaganda". Su chi vincera’ le prossime elezioni, invece, Fini non si sente di scommette "perche’ e’ difficile fare previsioni e tante sono le variabili. Bisogna anche vedere Renzi cosa fara’ nei prossimi mesi e se avra’ ancora quell’aura che ha ora". "Nel centro destra, invece, – ha aggiunto Fini – temo che dal berlusconismo sorga un clone del medesimo Berlusconi, anche se io, ovviamente, mi auguro un cambiamento autentico. Grillo, frattanto, – aggiunge Fini – non pare perdere consenso, nonostante alcuni atteggiamenti. Le vere incognite sono l’astensione e la Lega".






























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