Fassina (Leu): “5 Stelle sono in confusione, vedremo se manterranno gli impegni”

“Non va sottovalutato che per la prima volta il centrosinistra esprime una figura al Ministero dell’Economia. Gualtieri conosce molto bene gli effetti del vincolo esterno, delle regole, dei trattati, dell’agenda di Bruxelles”

Stefano Fassina, deputato di LeU, è intervenuto su Radio Cusano Campus. Fassina conosce molto bene il neo Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. “Con Gualtieri siamo amici, abbiamo fatto un lungo pezzo di strada politica assieme anche se negli ultimi anni abbiamo preso direzioni piuttosto diverse. Noi ci conosciamo dal ’92, Roberto Gualtieri mi propose come segretario di ricostruzione del gruppo universitario dei Giovani comunisti di allora. Da allora abbiamo avuto una frequentazione molto intensa, finchè poi io ho lasciato il PD e lui è andato avanti con risultati molto più brillanti dei miei. Non va sottovalutato che per la prima volta il centrosinistra esprime una figura al Ministero dell’Economia. Gualtieri conosce molto bene gli effetti del vincolo esterno, delle regole, dei trattati, dell’agenda di Bruxelles, vediamo se saprà interpretarlo con maggiore autonomia rispetto alla subalternità dei governi del secolo. Va detto che la scelta di Gentiloni come commissario europeo non aiuta questa interpretazione meno subalterna del vincolo europeo. E’ evidente che i condizionamenti siano fortissimi, derivano anche dai mercati. Tuttavia uno spazio di manovra va preso, altrimenti le cause che hanno portato al successo delle forze nazionaliste non le affrontiamo. Vanno fatte delle forzature, a cominciare dalla legge di bilancio, va rimesso in discussione l’obiettivo di bilancio concordato da Conte e Tria, perché quello trasformerebbe la stagnazione in recessione”.

Governo più a sinistra della storia repubblicana? “Non è così. Vedo un Pd in continuità con i principali punti che lo hanno caratterizzato negli ultimi anni, sebbene la scelta di Gualtieri e Provenzano sono segnali potenzialmente importanti. I 5 Stelle sono in confusione notevole, vedremo fino a che punto manterranno fede agli impegni presi. Non c’è questo pericolo di governo più a sinistra della storia repubblicana”.