Diffamazione, appello a Renzi: stop a norme che permettono l’abuso delle querele ai giornalisti

Man using laptop --- Image by © Kate Kunz/Corbis

"Nei prossimi giorni, il Senato sara’ finalmente chiamato a votare in seconda lettura la proposta di legge approvata un anno fa dalla Camera dei Deputati per modificare le norme sulla diffamazione a mezzo stampa sostituendo il carcere con sanzioni pecuniarie. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi impegni il suo governo a favorire l’approvazione di questa legge apportandovi alcune modifiche indispensabili per mettere l’Italia al passo con gli standard europei piu’ volte richiamati dalla Corte Europea dei Diritti Umani e da varie istituzioni internazionali". Lo dichiara Alberto Spampinato, consigliere della Fnsi e direttore dell’osservatorio "Ossigeno per l’Informazione".

A proposito del testo che andra’ in Aula al Senato, Spampinato parla di "pecche e gravi lacune evidenziate dalle importanti istituzioni europee". "Non si possono lasciare ancora in vigore, a causa di resistenze ingiustificabili, norme che permettono l’abuso a scopo intimidatorio delle querele e delle citazioni per danni nei confronti dei giornalisti. Il governo non puo’ essere spettatore passivo di una battaglia di civilta’ e di democrazia. Renzi tenga conto delle sollecitazioni che gli sono state rivolte in questo senso da piu’ parti: dal Commissario per i Diritti Umani, dal Consiglio d’Europa, dall’Osce, dal relatore delle Nazione Unite, da Article 19 e, da ultimo, dal Committee to Protect Journalist di New York".

"Nell’iter parlamentare – ricorda la nota – finora i rappresentanti del governo hanno fatto scena muta ma si sono opposti agli adeguamenti necessari: senza fornire alcuna motivazione hanno dato parere negativo agli emendamenti che recepiscono gli standard europei. Ora che quegli stessi emendamenti, ripresentati dal senatore Felice Casson, giungono in aula e l’esecutivo deve dare nuovamente il suo parere, il governo ha l’occasione per dimostrare il suo effettivo orientamento".