Delle correnti Pd non ne sentivamo proprio il bisogno – di Giorgio Brignola

Si fa presto a scrivere d’economia e d’occupazione. In Italia l’argomento è tanto delicato da non consentire più personali prese di posizione. Intanto, comunque andranno le cose, il futuro del Paese appare stabilito. Questa è la linea di chi ha imbastito una politica atipica, e, comunque, impostata su una linea che disorienta gli italiani. In questa Terza Repubblica, la selva dei partiti nazionali è intricata e non si riesce a ben capire dove finisca l’area “moderata” da quella “progressista”.

Nell’arcobaleno di colori politici, spicca solo una tinta “neutra” che ha spiazzato tutti favorendo, forse, chi crede alle promesse di Pinocchio. Anche se le bugie, fortunatamente, hanno il naso lungo e si vedono bene. Nella strada della politica italiana non mancano le “croci”. Sono quelle degli italiani che non hanno ancora deciso come partecipare ai destini d’Italia. Se la confusione politica è una delle maggiori colpe che riconosciamo al sistema, non ci sentiamo di giustificare chi crede nel “rinnovamento” portandoci alle “corde” dell’economia mondiale. La Penisola ha bisogno non solo d’uomini “nuovi”, ma di proposte percorribili totalmente differenti da quelle che ci hanno propinato sino ad ora.

Gli arrivismi personali non ci porteranno lontano. Con quest’andazzo, i problemi vitali del Paese sono solo posticipati. Di fatto, non saranno sanati. Perché è il sistema che non lo consente. Bisogna cambiarlo. Nel deserto d’iniziative politiche di questo Millennio, c’era poco da sperare. Dietro la scusa di “curare” l’economia nazionale, resta la strategia di chi è solo capace di tirare il sasso e nascondere il braccio. Prima di prendere una nostra posizione, ci abbiamo pensato a lungo. Per la prima volta, la politica ha fatto un vero e proprio passo avanti. Prima impensabile. Né Destra, né Centro, né Sinistra. Solo una Maggioranza per evitare guai maggiori.

Quando si vuole girare pagina, gli inizi, non sempre, evidenziano le finalità. Renzi non ci ha ancora convinto perché resta “figlio” del sistema che ha giochi di potere da tutelare. Non solo nel suo partito. L’importante sarebbe, ora, entrare nel sistema per proporre i cambiamenti che, più che necessari, sono indispensabili. Lo scriviamo con molta obiettività perché, per la prima volta, sentiamo l’inutilità di tanti partiti nazionali. Proprio quelli che ci hanno portato lungo una via che potrebbe essere senza ritorno.

Entro l’anno, dovrebbe iniziare la metamorfosi del nostro potere legislativo. Si preporranno nuove norme per ridare stabilità politica al Bel Paese. Potrà sembrare strano, ma non lo è: la nuova Italia potrà anche dipendere dai risultati che andranno a maturare in questi mesi del 2015. Il Presidente del Consiglio avrà necessità di far conto su chi ritiene “alleato”. Di fatto, quindi, non ci sentiamo rinfrancati. Perché il Partito Democratico (PD) ha svelato le “correnti”. Una delle tante realtà delle quali l’Italia non aveva proprio bisogno.