Dallo spazio check-up pianeta, da ghiacci a foreste

Mai come in questo momento la salute del pianeta e’ stata cosi’ sorvegliata dallo spazio: dall’integrita’ delle foreste al livello degli oceani, allo spessore dei ghiacci. I satelliti per l’osservazione della Terra stanno inviando una mole di dati senza precedenti, tanto da aprire le porta ad una profonda rivoluzione: in pochi decenni i dati, sempre piu’ disponibili nella ‘nuvola informatica’, saranno selezionati direttamente dagli utilizzatori per creare servizi su misura. E’ questo lo scenario che emerge dal convegno Living Planet, il piu’ importante appuntamento europeo sull’osservazione della Terra organizzato a Edimburgo dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in collaborazione con l’Agenzia spaziale britannica e in programma fino al 13 settembre.

L’osservazione della Terra e’ una delle priorita’ dello spazio europeo, ha detto il direttore generale dell’Esa, Jean-Jacques Dordain. La prossima tappa importante ”e’ gia’ iniziata”, ha detto riferendosi al programma Copernicus, che prevede il lancio di cinque satelliti ‘Sentinella’ a partire dalla primavera 2014 per i prossimi sette anni. Un programma che e’ anche al centro degli interessi della Commissione Europea, ha detto il responsabile del Direttorato per lo Spazio della Commissione Ue, Philippe Brunet. A partire dal 2005, quando e’ stato lanciato con il nome Gmes (Global Monitoring for Environment and Security), i programma Copernicus e’ stato finanziato complessivamente con 2,3 miliardi di euro (1,6 da parte dei Paesi mebri dell’Esa e 600.000 euro dalla Commissione Ue). Adesso si sta definendo un nuovo quadro di finanziamento che prevede un budget di 3,8 miliardi solo da parte della Commissione Ue: sono meno dei 5,8 richiesti inizialmente, ma ”dovranno essere sufficienti, anche a costo di dover rallentare lo sviluppo del programma e di rinviare il lancio di alcuni satelliti”, ha rilevato Brunet. Il programma andra’ avanti e, con le altre missioni europee con gli ‘occhi’ puntati sul pianeta (come Goce che studia la gravita’, Cryosat che misura lo spessore dei ghiacci, Smos, che rileva l’umidita’ del suolo) si attende una vera e propria valanga di dati scientifici sullo stato di salute della Terra. Una rivoluzione tecnologica ”e’ in arrivo nei prossimi anni” e ”apre la porta alla condizione e allo scambio di enormi quantita’ di dati e che permettera’ di avere servizi e dati calibrati su misura, in base alle richieste degli utenti”, ha detto il responsabile del direttorato dell’Esa per l’osservazione della Terra, Volker Liebig. Basti pensare che solo le passate missioni europee Ers ed Envisat hanno prodotto 200.000 miliardi di Byte (pari a 2 petabyte) ora a disposizione di tutti. Si calcola che almeno 5.000 progetti di ricerca stiamo utilizzando i dati del satellite Envisat per studiare inquinamento, ghiacci, terremoti, buco dell’ozono.